martedì 13 marzo 2018

ULTIMA ORA: Adesso il PD apre al M5S, Martina: prima Di Maio dica cosa vuole fare.

Pd, Martina: “Governo? Pronti a partire da lavoro serio di controproposta, ma prima M5s dica cosa vuole fare”
di F. Q. | 13 marzo 2018
“Governo? Pronti a partire da un lavoro serio di controproposta, ma prima il M5s dica cosa vuole fare”. Dopo il primo debole segnale di apertura di Graziano Delrio, è il turno del segretario reggente del Pd Maurizio Martina. Intervistato nel corso della puntata di Porta a porta(in onda in serata su Rai1), è tornato a criticare il capo politico del Movimento 5 stelle per le sue parole contro il ministro uscente Pier Carlo Padoan. Ma è andato oltre e ha cominciato a ipotizzare un dialogo tra le due forze: “Trovo irresponsabile”, ha detto, “e arrogante il discorso di Di Maio. Evocare il ritorno al voto segnerebbe la sconfitta di chi ha vinto il 4 marzo”. Il riferimento è appunto alla conferenza stampa che il grillino ha convocato alla sede della stampa estera nel pomeriggio e alla dichiarazione “se gli altri vogliono tornare al voto non ci spaventano”. “Suggerirei a Di Maio”, ha detto Martina, “di abbandonare questi messaggi e questi toni. E gli suggerirei di indicare una prospettiva senza giocare a mosca cieca. Noi possiamo anche partire da un lavoro serio di controproposta, io ci sto, lo sappiamo che dobbiamo partire da un discorso di questo genere nella società e nelle istituzioni, ma prima devono indicare cosa vogliono fare”.
Un’apertura ancora molto debole, ma che fa rumore dopo la direzione Pd delle scorse ore dove è stata ribadita la linea dell’opposizione. Restano ancora le incognite sul ruolo che avrà Matteo Renzi nonostante le dimissioni annunciate. “Renzi non è il capo di una corrente del Pd”, ha commentato Martina oggi a Porta a porta, “per quello che ha dato al Paese rimane una risorsa e farà bene a contribuire e dare una mano a questo partito. Così come chiedo a tutti di dare una mano al Pd“.
Per quanto riguarda il voto al sud, terra dove il Pd ha perso molti consensi e dove il M5s è risultato primo partito, Martina ha commentato: “Abbiamo sottovalutato il disagio che c’è nel sud e la distanza che ancora c’è tra i dati macroeconomici positivi e il disagio grave in molti territori. Io mi devo interrogare perché c’è questo bisogno, non dobbiamo mai avere alcuna spocchia. In tante zone siamo stati percepiti come chi è troppo legato al potere, a una gestione per la gestione. Non ce l’abbiamo fatta a interpretare la paura e la solitudine dei cittadini. Dire che M5s ha vinto nel sud grazie al reddito di cittadinanza è una semplificazione: lì occorre una lettura molto più radicale di quello che serve”.

6 commenti:

  1. hanno paura perche sanno che se dovessimo andare al voto ora dopo l'infelice intervento di renzi, il pd non arriva al 4%. quindi meglio accordarsi.

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  2. Martina sta' chiedendo al movimento una sola cosa: se facciamo il governo insieme..ci taglierete lo stipendio veramente?

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  3. Sicuramente Di Maio vorrà fare tutto l'opposto delle menate che ha fatto il PD. Per Martina la vedo dura....

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  4. Martina e SEMPLICE! BASTA CONDIVIDERE IL PROGRAMMA DEI 5 STELLE!

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  5. Miserabili Renziani..hanno governato con i Berlusconiani dal 2013 ad oggi legiferando solo porcherie e adesso fanno le verginelle chiedendo ai 5Stelle cosa vogliono fare, come se non lo sapessero che al primo punto del programma si devono tagliare per legge tutti i vergognosi stipendi e i vitalizi.

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  6. Scusate ma che parlare è? ..." mi devo interrogare xche c'è questo bisogno!?!? "...ma dove vive Martina su Marte!?!?...sono proprio fuori da ogni logica politica ma anche reale... del mondo reale. E poi si xmette di dire che DiMa non deve usare " toni" particolari nel dire che possiamo ritornare a votare? Martina il programma del M5S È CHIARO A TUTTI ed è inutile tu chieda cosa intende fare il M5S se vi state è bene cercate di non fare controproposte,di cyi ora si e' solo visto la vostra,disponibilita'
    ma non controproposte, nell'intento di tutelare i vostri privilegi di cui ne abbiamo abbastanza o proposte scellerate che vi abbiamo già detto la nostra.

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