giovedì 15 marzo 2018

ULTIM'ORA CLAMOROSA: ANCHE LA LEGA APPROVA IL REDDITO DI CITTADINANZA! FATECI SAPERE COSA NE PENSATE.

Anche la Lega apre al reddito di cittadinanza
Claudio Borghi, consigliere economico della Lega, apre al reddito di cittadinanza: “Un buon compromesso potrebbe essere il reddito di inclusione che sta sperimentando il governo leghista della Lombardia, una misura che serve davvero contro la povertà”. Secondo il neodeputato, l’accordo con il M5s è l’unico possibile.
POLITICA ITALIANA 15 MARZO 2018  10:22 di Stefano Rizzuti

Dopo la telefonata tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini continuano le apertura della Lega nei confronti del MoVimento 5 Stelle e del suo programma. Claudio Borghi, consigliere economico e neodeputato della Lega, in un’intervista a La Stampa, parla di una convergenza possibile e rilancia l’idea del reddito di cittadinanza ma in salsa leghista. La Lega contraria al reddito di cittadinanza proposta dai Cinque Stelle? “Tutto è argomentabile”, secondo Borghi che spiega come sia possibile trovare un buon compromesso, per esempio il “reddito di inclusione che sta sperimentando il governo leghista della Lombardia”.

Il reddito di cittadinanza così come proposto dai pentastellati “non funziona”, secondo Borghi, “perché è destinato a tutti, magari anche a chi non ne ha bisogno perché gode comunque di una ricchezza”. A questo punto arriva la controproposta del consigliere economico di Salvini: “Un buon compromesso potrebbe essere il reddito di inclusione che sta sperimentando il governo leghista della Lombardia. Non è troppo dissimile dal loro, ne salvi il principio ma almeno lo trasformi in una misura che serve davvero contro la povertà”.

Secondo Borghi di “argomenti per sedersi a un tavolo con i grillini ce ne sono”. D’altronde il neodeputato ribadisce: “Lo dico dal giorno dopo il voto che l’unico accordo possibile è con il M5s”. Borghi sembra convinto che “un programma in comune è fattibile. Dicevano che erano incompatibili anche quelli di Lega e Fi. E invece è bastata una settimana di lavoro…”. Tra i punti realizzabili potrebbe esserci anche la flat tax: “Il loro programma – spiega Borghi – è un po’ generico sul fisco, però dicono che vogliono abbattere le tasse”.

A sostegno delle sue idee il consigliere economico della Lega cita più volte le trattative intavolate con i suoi alleati durante la campagna elettorale per stilare un programma unitario: “Quando Salvini mi ha mandato a compilare il programma del centrodestra con i miei omologhi di Forza Italia e Fdi abbiamo usato un metodo: ci siamo seduti attorno al tavolo, abbiamo confrontato i nostri programmi, i punti che si sovrapponevano, sul quale c'era l'accordo, passavano. Gli altri, o si provavano a modificare, o, se erano proprio irrinunciabili, si mettevano da parte”.

E l’obiettivo è fare lo stesso anche con il MoVimento 5 Stelle: “Appena mi arriva l'input di Salvini, mi siedo a trattare. E di cose compatibili nei due programmi ce ne sono. Il metodo sarebbe lo stesso. Il M5s dice che vuole reddito di cittadinanza e abolizione del pareggio di bilancio in Costituzione? La Lega dice flat tax e via il pareggio di bilancio? Intanto partiamo dai punti in comune, sugli altri lavoriamo”.

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4 commenti:

  1. Ilario. Si ci sono delle zone d'ombra da sistemare sul reddito di cittadinanza.

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  2. UN NOME VALE L'ALTRO O CITTADINANZA O INCLUSIONE ..E' IMPORTANTE TOGLIERE LA POVERTA' E FARE LE COSE CON ORDINE E GIUSTIZIA..L'ACCORDO SI PUO' FARE ANCHE PERCHE' IL POPOLO HA VOTATO NOI E LA LEGA...FORZA ANDIAMO AVANTI E NON FERMIAMOCI..

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  3. Queste sono esattamente le cose che andrebbero fatte in parlamento fra deputati seri, onesti, capaci e motivati dalla delega popolare. Basta discutere sulle poltrone e su alleanze di potere che appartiene al popolo ed al popolo và chiesto per fare le cose che il popolo vuole.

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  4. Credo che non avete analizzato nei particolari il reddito di cittadinanza ancora. Vedrete che è stato studiato meglio di quanto pensate... La flatax mi piacerebbe se premiasse i virtuosi, partendo tutti da un aliquota alta. Ogni anno la percentuale scende per chi si è comportato bene con lo Stato. Dopo 7 -10 anni i virtuosi si troverebbero al minimo della tassazione es. 20% e 24 per le grandi aziende. I non virtuosi resterebbero ad forti aliquote es. 45 - 50% Questo darebbe il tempo di adattarsi senza grossi scossoni durante i primi anni di partenza.

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