giovedì 5 aprile 2018

ULTIM' ORA: Non tagliateci i vitalizi. Gli ex Parlamentari scrivono a Fico e Casellati. Voi cosa ne pensate?

Gli ex parlamentari scrivono ai presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, per avviare un confronto sul tema dell'abolizione dei vitalizi, mettendo tuttavia in guardia i vertici delle istituzioni sul rischio incostituzionalità di un intervento che andrebbe ad agire su diritti acquisiti. Nella lettera, inoltre, gli ex parlamentari sottolineano che un colpo di spugna tout court sarebbe un "atto punitivo". In vista delle decisioni che il Movimento 5 stelle si appresta ad assumere sul fronte vitalizi e costi della politica, l'Associazione degli ex parlamentari ha scritto a Fico e Casellati chiedendo un incontro e suggerendo anche degli spunti di riflessione all'Ufficio di presidenza, organo competente in materia, come ad esempio inserire il tema dei vitalizi all'interno del dibattito sul bilancio interno.  
"L'Associazione degli ex-parlamentari della Repubblica condivide l'esigenza di contenimento dei costi della politica razionalizzando le spese delle Camere senza tagliare i costi della democrazia", si legge nella lettera. Quindi, "l'Associazione degli ex-parlamentari chiede di essere ascoltata per esporre il proprio punto di vista sugli annunciati provvedimenti in materia di vitalizi". Gli ex parlamentari elencano quindi, nella lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, una serie di "temi del confronto".
Innanzitutto, "la necessità di un coordinamento tra Camera e Senato per giungere a decisioni comuni, evitando quanto è accaduto nella scorsa legislatura con la delibera sul contributo di solidarietà adottata dall'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati". In secondo luogo, l'Associazione suggerisce che "le eventuali misure riguardanti i vitalizi" vengano inserite "nella sede del dibattito d'aula sul bilancio interno, in considerazione del fatto che all'origine delle disposizioni in materia previdenziale per i parlamentari vi fu una decisione d'aula (seduta del 20 maggio 1954) e perché la discussione avvenga con il massimo di trasparenza, e coinvolga tutti i gruppi presenti in Parlamento".
"Chiediamo il rispetto per la legalità costituzionale"
In terzo luogo, gli ex parlamentari chiedono il "rispetto della legalità costituzionale. A questo riguardo si ricorda che l'unica forma di intervento sui trattamenti previdenziali in essere ammessa dalla Corte costituzionale in varie sentenze, è quella del contributo di solidarietà, a fini di solidarietà interna al sistema previdenziale, nel rispetto dei principi di legittimo affidamento, di ragionevolezza, di proporzionalità e di non reiterabilità. Nessuna legge approvata dal Parlamento di modifica della disciplina previdenziale ha mai messo in discussione retroattivamente diritti già maturati dai cittadini. Infatti, le riforme delle pensioni che si sono susseguite negli anni, da quella Dini del 1995 a quella Fornero del 2011 tutte hanno fatto salvi i diritti dei cittadini maturati prima della loro entrata in vigore.
Anche i regolamenti vigenti di Camera e Senato in materia previdenziale hanno rispettato questo principio prevedendo l'applicabilità delle nuove norme soltanto a chi è diventato parlamentare dopo il 1 gennaio 2012 e lo stesso Collegio di Appello della Camera dei deputati con sentenza n. 2 del 24 febbraio 2014 ha stabilito che proprio per rispetto di detto principio la misura del sistema contributivo introdotto dal regolamento del 2012 è 'adottata esclusivamente de futuro". Ne consegue che "pretendere di farlo per gli ex-parlamentari avrebbe soltanto un significato punitivo, di delegittimazione e umiliazione della funzione parlamentare che è libera e indipendente".
Per gli ex parlamentari "uscire dai binari della legalità costituzionale significa creare, inoltre, un pericoloso precedente che mette a rischio lo Stato di diritto e apre la strada al taglio delle pensioni in essere degli italiani". E ancora, per l'Associazione "quanto al ricalcolo dei vitalizi in essere con metodo contributivo ipotizzato da alcuni non si può non tener conto dei tanti problemi attuativi seri e complessi: il metodo di calcolo contributivo è stato introdotto in Italia a partire dal 1 gennaio 1996. È del tutto evidente che per i vitalizi erogati prima di quella data non si potrebbe procedere al metodo di ricalcolo contributivo. Nel sistema contributivo oggi in vigore non è prevista, come è noto, alcuna forma di tassazione dei contributi previdenziali nè è previsto alcun contributo aggiuntivo per avere titolo alla reversibilità. L'applicazione retroattiva del metodo contributivo ai vitalizi degli ex parlamentari obbligherebbe alla restituzione delle tasse, da loro pagate, sui contributi previdenziali (valutate, per il periodo 2001-2011, in oltre 154 milioni di euro tra Senato e Camera) e del contributo del 2,5% per la reversibilità".
Dopo altre perplessità ed eccezioni riguardanti il ricalcolo dei vitalizi con metodo contributivo, gli ex parlamentari osservano che "i problemi attuativi sopra indicati genererebbero, a nostro parere, oneri finanziari consistenti a carico delle Camere che vanno attentamente quantificati al fine di verificare l'esistenza di problemi di copertura". Inoltre, nella lettera si mette in guardia dalle "ricadute finanziarie delle inevitabili richieste di danni da parte di quanti, in base alle regole vigenti in passato, hanno rinunciato alla propria carriera professionale per mettersi al servizio del Paese. Per ultimo, non certo per ordine di importanza, si pone il tema della tutela giurisdizionale riconosciuta dalla Costituzione a tutti i cittadini quando ritengano lesi i loro diritti". Infine, gli ex parlamentari chiedono che ogni decisione in materia non sia adotatta "prima che siano costituiti gli organi di giurisdizione interna". e che sia garantita la "terzietà di questi organi. Riteniamo necessario garantire, come avviene per il personale dipendente delle Camere, la presenza negli organi di giurisdizione interna di rappresentanti dell'Associazione degli ex parlamentari della Repubblica", conclude la lettera, firmata dal presidente dell'Associazione, Antonello Falomi. 

12 commenti:

  1. Bisognerebbe ricordare che nessuno lavorerebbe per daqtori di lavoro come il Pd e Forza ITALIA.....

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  2. Se dopo il bilancio avanzano soldi, prima,li diamo ai poveri, agli ammalati, ambiente e trasporto....poi vedremo!!

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  3. Si parla di sacrifici lacrime e sangue perchè devono essere solo i nostri ? I politici di che nazionalità sono ?
    Se gli italiani sono stati abituati a stringere la cinghia che lo facciano pure loro .

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    1. si, che poi con quello che gia prendono, alla fine non stringono un CAxxO

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  4. Non si vergognano mai? Si fanno le leggi a loro favorevoli e poi ricattano se qualcuno rimette in discussione i loro privilegi. Un conto è la pensione altro sono i vitalizi.

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  5. Taglio immediato, soprattutto a quelli che si tramandano da generazioni!!!!!
    È inconcepibile che contestino il reddito di cittadinanza mentre si strafogano di vitalizio di padre in figlio, in nipote, in fratello, sorella e zii e cognati. Non se ne può più urge un intervento, i diritti acquisiti non possono riguardare solo loro mentre quelli del popolo vengono continuamente calpestati. TAGLIO IMMEDIATO!!!!

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  6. Sono viscidi serpenti a sonagli, che si sono moltiplicati fra di loro !!! Meriterebbero di essere contraccambiati dei favori resi agli Italiani : Non solo togliere i Vitalizi ... Ma anche dimezzare Stipendi e Pensioni ! :)

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  7. Riforma Dini, Riforma Fornero........ci hanno fottuto in tutti i modi fottendosene dei ns diritti acquisiti di LAVORATORI, ora per il giusto significato di GIUSTIZIA SOCIALE DEBBONO ESSERE IMMEDIATAMENTE CANCELLATI I PRIVILEGI di questa gente che entrata in Parlamento SOLO PER QUESTO MOTIVO. NESSUNA CONTRATTAZIONE.......M5S ATTENTI, VI ABBIAMO VOTATO ANCHE PER QUESTO MOTIVO.

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  8. Sono una partita Iva ho 18 anni di contributi. Dovrei andare in pensione ma non mi danno nulla perché il minimo di versamenti prevede 20 anni. Non riesco a pagare i contributi volontari perché sono troppo cari. Ho un lavoro saltuario e con la crisi in un anno sono riuscita a coprire effettivamente solo 4 mesi.E questi qua non si vergognano a dire che sono diritti acquisiti. Hanno eliminato anche il contributo di solidarietà hanno bocciato in senato la legge proposta da Richetti. Vi prego siate giusti anche con noi, noi non vogliamo punire nessuno.

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  9. Cari ex parlamentari andate a parlare con una partita Iva e poi lamentatevi.
    Onorevole Fico, proceda al ricalcolo dei vitalizi che non sono le pensioni per il senso di giustizia non per il gusto di punire.

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  10. il problema non è la garanzia della democrazia, ma la legittimità del vitalizio. In un ottica equa, l'ex parlamentare è già stato pagato per il suo periodo di (presunto) servizio per lo Stato, e per il medesimo periodo gli sono stati versati dei contributi (figurativi); quindi l'ex parlamentare esaurito il suo mandato (durante il quale oltre a percepire la relativa indennità, ha percepito anche lo stipendio dall'amministrazione di provenienza) dovrebbe tornare a svolgere il suo servizio presso l'amministrazione di competenza (sia essa privata o pubblica) e raggiungere l'età pensionabile come ogni onesto lavoratore, e conseguire una pensione (una sola e non un cumulo di pensioni) come tutti gli onesti lavoratori. Voglio inoltre ricordare, a chi dimentica, che le amministrazioni pubbliche versano solo contributi detti "figurativi" (ex INPDAP) e che le Partite IVA, ovvero i lavoratori autonomi (Agricoltori, Artigiani, Commercianti, ecc. ) versano i contributi reali, che vanno a colmare quel vuoto creato dai precedenti, e seppur questi siano la base economica dell'INPS (ENTE EROGATORE E CUSTODE) vanno a percepire una minima pensione rispetto a chi, i contributi, mai materialmente li ha versati .....

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  11. "Inoltre, nella lettera si mette in guardia dalle ricadute finanziarie delle inevitabili richieste di danni da parte di quanti, in base alle regole vigenti in passato, hanno rinunciato alla propria carriera professionale per mettersi al servizio del Paese..." ...SIC sed non sempliciter...visti i danni che hanno arrecato al Paese in tutti questi decenni si dovrebbe fare di una "class action" contro tutti loro gli accenni...senza contare che molti di loro il " mestiere " che fanno è un "prenditorio" in varie subdole maniere "lavoro"...stessero zitti invece di continuare ,a spese degli Italiani,a fare(in modo delinquente) i "dritti"

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