domenica 26 agosto 2018

Ultima ora Diciotti, nella notte sbarcano tutti i 137 migranti. Di Maio: “Salvini indagato? Vada avanti ma rispetto per magistratura”


L’incubo è finito poco dopo la mezzanotte. Sono tutti a terra i 137 migranti rimasti a bordo della nave Diciotti ormeggiata per cinque giorni al porto di Catania. Hanno trascorso la notte nell’hotspot realizzato nell’ex caserma Gasparro di Messina. In molti hanno dormito poco visto che sono arrivati, su autobus dell’aeronautica militare di stanza a Sigonella, nella tarda nottata. Resteranno nella struttura gestita dalla società Badia Grande in attesa della successiva distribuzione tra Chiesa Italiana, che ne accoglierà un centinaio, Albania e Irlanda, che invece ne prenderanno una ventina ciascuno. Un risultato ottenuto solo grazie all’interlocuzione aperta dal governo italiano con Paesi fuori dall’Unione Europea.  “In questi giorni non è mancata la compattezza del Governo. Devo ringraziare il ministro degli esteri Moavero e il premier Conte perchè abbiamo fatto un gioco di squadra che sarà molto importante per le altre emergenze. Siamo stati compatti sulla linea da tenere, anche perchè bisognava contrattare con altri Paesi. Il Governo è stato ed è compatto sulle decisioni prese”, dice Luigi Di Maio in un lungo video su facebook.

In cui si esprime anche sull’indagine a carico di Matteo Salvini: la procura di Agrigento ha ipotizzato il sequestro di persona e girato gli atti dell’inchiesta al tribunale dei ministri. ” “Il ministro Salvini è indagato e credo che sia un atto dovuto in quanto ministro dell’Interno, in quanto titolare delle decisioni in quella materia. Come ci si comporta in questi casi? C’è il codice etico dei ministri nel nostro contratto e secondo il codice etico dei ministri e del Movimento 5ì stelle il ministro deve continuare a fare il ministro. È nostro dovere attuare il programma elettorale ma è anche diritto-dovere della magistratura portare avanti i procedimenti giudiziari”, ha detto il vicepremier. “Quindi – ha aggiunto – pieno rispettoper la magistratura e non facciamo ripiombare questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità come governo coscienti del fatto che abbiamo fatto l’interesse nazionale e ci difenderemo per le decisioni che abbiamo preso ma non per questo adesso dobbiamo cominciare adattaccare i pm che portano avanti il loro lavoro. Non possiamo applaudire a quei pm che arrestano un mafioso e poi a uno stesso pm porta avanti un’inchiesta diciamo che non va bene. Noi abbiamo sempre detto che le istituzioni vanno rispettate”. Avendo appreso di essere indagato, infatti, Salvini se l’è presa con il procuratore Luigi Patronaggio. Indagano un ministro che difende i confini del Paese: è una vergogna ma non ci fermeranno. Aspetto con il sorriso il procuratore di Agrigento, voglio spiegargli le mie ragioni. Aspetto un procuratore che indaghi i trafficanti e chi favoreggia l’immigrazione clandestina. Gli ricordo che gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli”.
Lo scontro tra Roma e Bruxelles – A tenere banco nei prossimi giorni, però, saranno soprattutto i rapporti tra Roma e Bruxelles, mai così tesi dopo il no dei Paesi Ue al ricollocamento delle persone presenti a bordo della Diciotti. “L’incontro che si è svolto ieri a Bruxelles, in tema di immigrazione, e che si è concluso con un nulla di fatto, non è una sconfitta dell’Italia, come qualcuno superficialmente ha scritto. È una sconfitta dell’Europa. Non attesta solo un arretramento rispetto alle Conclusioni che tutti e ventotto i Paesi membri hanno liberamente sottoscritto nel corso del Consiglio Europeo dello scorso giugno. Attesta una palese violazione dello spirito di solidarietà che anima i Trattati e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, è un passaggio del post scritto su facebook dal premier Giuseppe Conte. Un messaggio con cui il premier ha annunciato di aver sbloccato l’impasse. Lanciano nuovi avvertimenti verso Bruxelles: “Siamo al lavoro per porre una riserva all’adesione dell’Italia al piano finanziario pluriennale in corso di discussione. A queste condizioni, l’Italia non ritiene possibile esprimere adesione a un bilancio di previsione che sottende una politica così incoerente sul piano sociale”.
“Politici italiani attaccano Ue ma si sparano nei piedi” –Accolgo con favore il fatto che sia stata trovata una soluzione e che i migranti a bordo della Diciotti siano in grado di sbarcare e ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno”, e questo “grazie alla solidarietà attraverso le frontiere e le comunità”, ma “non possiamo sempre aspettare per questo tipo di solidarietà basata sulla buona volontà, dobbiamo avere misure strutturali”, ha detto nella notte il commissario Ue alla migrazione Dimitri Avramopoulos.”I politici italiani devono mettere fine al gioco delle accuse, attaccare l’Ue significa spararsi nei piedi. Alcuni responsabili di governo per ragioni di politica e consenso interno si comportano in modo poco responsabile mentre sui migranti è necessario andare avanti tutti insieme, oppure il progetto europeo è a rischio”, ha aggiunto in un’intervista a Repubblica il commissario europeo.”L’Italia deve accettare di sbarcare e identificare i migranti, anche con l’aiuto finanziario della Commissione e il pieno sostegno di Easo (ufficio europeo di sostegno per l’asilo, ndr) e gli altri governi non devono lasciare Roma da sola, devono farsi carico dei richiedenti asilo”. 
Diciotti, a terra tutti i 137 migranti a bordo della nave. Le immagini dello sbarco
 
L’indagine su Salvini. Minniti: “Ha creato conflitto tra poteri”-  Attacca per la prima volta il ministro dell’Interno, invece il suo predecessore al Viminale, Marco Minniti. Le sue scelte sono provvedimenti senza motivazione e, cosa più grave, stanno provocando un conflitto tra poteri dello Stato. E lo stanno facendo per un mero e basso scambio politico. Vogliono aprire una trattativa con l’Europa sulla pelle delle persone. Ma ci rendiamo conto che stanno gestendo quella nave come se fosse straniera in un porto italiano? L’effetto è incredibile: un conflitto tra corpi e poteri del nostro Paese”, dice l’esponente dem in un’intervista al Corriere della Sera. Per Minniti “c’è il rischio di uno slittamento della nostra democrazia. I nazionalpopulisti ci spiegano che non è possibile tenere insieme due sentimenti: umanità e sicurezza. Ma una democrazia deve saperli conciliare non costringendo nessuno a scegliere rinunciando così ad un pezzo di se stessi”. ” C’è una strategia della tensione comunicativa. Estremizzano ogni evento per capitalizzare il consenso da qui alle prossime europee”.

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