lunedì 24 settembre 2018

Per Matteo Salvini cade il reato di arresto illegale. Guardate e informate tutti e' stato inventato tutto...

Matteo Salvini “perde” un reato. Trasmettendo gli atti a Palermo, infatti, la procura di Agrigento ha fatto cadere l’ipotesi di arresto illegale, prevista dall’articolo 606 del codice penale. Nel fascicolo arrivato sul tavolo del procuratore aggiunto Marzia Sabella restano quindi l’abuso d’ufficio, l’omissione di atti d’ufficio, il sequestro di persona e il sequestro di persona a scopo di coazione. Questi due ultimi reati, tra l’altro, tendono a escludersi tra loro. Le indagini sul ministro dell’Interno per il caso della Diciotti, lasciata al porto di Catania per cinque giorni con 177 migranti a bordo, infatti, potrebbero non essere finite.
Come racconta Repubblica, il ragionamento degli investigatori si gioca tutto sul filo dell’interpretazione del diritto. Le indagini spettano esclusivamente al tribunale dei ministri, al quale i pm palermitani devono consegnare il fascicolo entro quindici giorni. Prima dovranno iscrivere nel registro degli indagati il ministro dell’Interno e il suo capo di gabinetto, Matteo Piantedosi, per i reati che riterranno opportuni. Ma gli inquirenti guidati da Franco Lo Voi ragionano anche sulla competenza, ipotizzando anche un trasferimento del fascicolo a Catania. Sembrerebbe esclusa, invece, al momento l’archiviazione. Semmai, bisogna capire se al reato principale contestato a Salvini – il sequestro a scopo di coazione – non abbiano collaborato altri ministri. Secondo il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, i migranti sarebbero rimasti bloccati sul pattugliatore della Guardia Costiera per costringere l’Unione Europea a effettuare i ricollocamenti. In questo senso le dichiarazioni di altri esponenti dell’esecutivo hanno rafforzato o no il messaggio lanciato dal leader della Lega a Bruxelles? Su questo ragionano i magistrati siciliani.

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