martedì 25 settembre 2018

ULTIM'ORA: La Francia chiude i porti! Macron prima ci critica e poi ci copia! VERGOGNA! Guardate e diffondete!

58 migranti a bordo della nave Aquarius della ong Sos Méditerranée non sbarcheranno nel porto di Marsiglia. Il governo francese, per bocca del ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, intervistato da Bfm-Tv-Rmc,  ha fatto sapere che “per ora la Francia dice no”. Un dietrofront rispetto alle posizioni del Presidente francese, Emmanuel Macron, che a giugno aveva definito il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il governo italiano “cinici e irresponsabili, con il portavoce di En MarcheGabriel Attal, che aveva rincarato la dose dicendo che il blocco dei porti alle navi delle organizzazioni non governative che operano salvataggi nel Mediterraneo era “vomitevole”. E Parigi torna ad attaccare Roma: “L’idea di chiudere i propri porti a delle persone in pericolo è contrario al diritto, è contrario all’umanità”, ha detto il ministro per gli Affari Europei, Nathalie Loiseau, intervistata da Sud radio.

A poco più di tre mesi dalle frasi dell’Eliseo che provocarono la dura reazione dell’esecutivo italiano, è la Francia che dà l’alt all’imbarcazione di Sos Méditerranée: “Se non definiamo delle regole comuni, non riusciremo ad affrontare la sfida dell’immigrazione”, ha dichiarato il ministro francese, chiedendo così la collaborazione degli altri stati membri dell’Unione europea. Il membro dell’esecutivo ha ricordato che, secondo le attuali regole comunitarie, la nave “deve attraccare nel porto più vicino (…) Non a Marsiglia”. Ha poi aggiunto che la Francia si assume le sue responsabilità accogliendo una quota di rifugiati, ma “dobbiamo dire no alla migrazione economica“.
Concetti ripetuti anche dal ministro Loiseau, che in un’altra intervista attacca il governo italiano: oggi “l’Europa è dieci volte più solidale di quanto non lo fosse in precedenza – ha detto – È il motivo per cui ridiciamo all’Italia che l’idea di chiudere i propri porti a delle persone in pericolo è contrario al diritto, è contrario all’umanità“. “Da ieri – ha poi aggiunto – i ministri dell’Interno Ue lavorano senza sosta, spero in una risposta entro oggi”. Gli attacchi al ministro Salvini arrivano, in blocco, da tutto il fronte di En Marche, con il deputato Said Ahamada, intervistato in diretta su Bfm-tv, che ha dichiarato: “Se l’Italia vuole continuare a far parte dell’Europa deve rispettare le regole. Il diritto marittimo internazionale si applica alla Francia, ma anche all’Italia. Dei Paesi sovrani non possono ignorare le regole comuni solo perché si sono svegliati un giorno e hanno deciso così”.
Ad attaccare la scelta di Parigi ci pensa, con un tweet, il leader di France InsoumiseJean-Luc Mélenchon: “Vergognoso tradimento al dovere d’umanità – ha scritto – Il supplizio dei 58 dell’Aquarius deve finire. L’alleanza Macron-Salvini contro i naufraghi deve cessare”.
Nessun appoggio da parte di Parigi, quindi, all’appello lanciato lunedì dai responsabili dell’organizzazione che opera nel Mediterraneo e diretto proprio all’amministrazione francese affinché aprisse “eccezionalmente” il porto di Marsiglia ai 58 attualmente a bordo. Il “no” del governo francese, però, è arrivato puntualissimo già in serata: “Umanità – ha ribattuto il portavoce del governo, Benjamin Griveaux – significa lasciare attraccare la nave nel porto più vicino e più sicuro. È attraverso la cooperazione con i nostri partner europei che forniremo una soluzione. Non cadiamo nella trappola che alcuni ci tendono”.
Ma i responsabili a bordo dell’imbarcazione fanno sapere che la situazione meteo sta peggiorando e la nave ha bisogno di attraccare il prima possibile: “In questo momento abbiamo 58 persone a bordo soccorse tra giovedì e sabato – spiega uno dei soccorritori dell’Aquarius in un video su Twitter – Abbiamo avuto bel tempo, situazioni ideali per le partenze. Le condizioni meteo stanno peggiorando e nelle prossime ore aspettiamo mare con onde fino a 5 metri. Per questo diventa importante e fondamentale trovare un porto per sbarcare in sicurezza tutte queste persone”. Anche per questo, gli uomini di Aquarius hanno deciso di fare rotta verso le coste francesi: “La nave Aquarius si sta dirigendo a nord verso la Francia“, si legge in un tweet di Medici Senza Frontiere.
“Abbiamo tentato più volte di andare verso nord per uscire dalla zona Sar – spiega ancora il soccorritore nel suo video -, ma siamo stati richiamati indietro da soccorsi che non sono stati poi terminati a causa di una mancanza completa di coordinamento con la Guardia Costiera libica che non ha mai risposto alle nostre chiamate di soccorso. Siamo dovuti passare attraverso la Guardia Costiera italiana che però non ha poi preso in carico la situazione”.
Nelle scorse ore, Aquarius ha dovuto fare i conti anche contro un altro provvedimento che ostacola il lavoro degli operatori nelle acque tra Libia e Italia. Panama ha avviato la revoca dell’iscrizione dell’Aquarius dal proprio registro navale dopo la richiesta di intervento, riferiscono i responsabili della ong, da parte del governo italiano: “Sabato 22 settembre – si legge in una nota – il team a bordo di Aquarius è rimasto scioccato quando ha saputo che le autorità panamensi avevano informato ufficialmente Jasmund Shipping, il proprietario della nave, della richiesta delle autorità italiane a prendere ‘azioni immediate’ contro l’Aquarius. Nel messaggio inviato dall’Autorità marittima di Panama si legge che ‘sfortunatamente è necessario che l’Aquarius sia esclusa dal nostro registro perché la sua permanenza implicherebbe un problema politico per il governo e per la flotta panamense in direzione dei porti europei'”. Nell’ultimo video diffuso dai soccorritori, il responsabile torna anche su questa vicenda: “Panama, sotto pressioni italiane, ci vuol far revocare la bandiera – sottolinea – Le accuse che ci vengono rivolte sono quelle di non aver consegnato le persone soccorse ai libici. Facendo questo noi avremmo violato la Convenzione di Amburgo e la Convezione di Ginevra. Ciò che viene raccontato è molto diverso dalla realtà dei fatti”.

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