martedì 16 ottobre 2018

M5S: ‘Il Pd già sapeva della convenzione di Autostrade che era una truffa per i cittadini’



“Il Pd già sapeva! Già sapevano che la convenzione di Autostrade era una truffa per i cittadini. Sapevano tutto e se ne sono infischiati, tanto pagavano i contribuenti! Lo dimostra la relazione della Ragioneria dello Stato che oggi pubblichiamo”.
Così Mattia Fantinati e Danilo Toninelli in un post scritto a quattro mani per Il Blog delle Stelle.
“In questo documento,” spiegano i due esponenti pentastellati “il ragioniere generale rilevava come la convenzione che il governo aveva ‘cucito’ su misura per Autostrade fosse in contrasto con leggi e regolamenti”.
“In particolare,” continuano “era contro ogni logica l’idea che, in caso di revoca o comunque di decadenza per una grave inadempienza di Autostrade, lo Stato dovesse comunque pagare una sorta di penale fino a coprire i presunti utili incassati dal gestore per tutti gli anni futuri della concessione. Tale penale si configurava come risarcimento da mancato guadagno, quando normalmente è il privato a dover risarcire, in caso di inadempimento del concessionario. La relazione notava come questa follia fosse illegittima e avrebbe avuto conseguenze sia finanziarie sia sui pedaggi pagati dai cittadini”.
“La verità è che i partiti hanno fatto consapevolmente un favore ad Autostrade,” aggiungono “confezionando una concessione capestro, dalla quale fosse impossibile recedere anche per inadempienza del privato, salvo pagare penali assurde. Penali illegittime, che Autostrade e i suoi amici hanno utilizzato contro il governo per indurci a non tagliarli fuori dalla ricostruzione del Ponte Morandi”.
“E il Pd,” continua il post “erede di quel governo Prodi a cui la Ragioneria dello Stato aveva allora scritto, ha avuto la faccia tosta anche di accusarci di violare la legge perché vogliamo togliere la concessione ad Autostrade dopo la strage di Genova. Quando proprio loro avevano approvato una concessione piena zeppa di regole illegittime. E ne erano consapevoli. Per fortuna dell’Italia, non ci siamo fatti bloccare dalle loro minacce, perché anteponiamo l’interesse dei cittadini a quello dei potentati economici che i governi della Casta hanno favorito”.
“Le nostre decisioni erano corrette, legali. Nonostante abbiano cercato di bloccarci con cavilli adottati in spregio delle leggi. I cittadini hanno capito chi rispetta le regole e chi le manipola per interessi di parte,” concludono.

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