venerdì 23 novembre 2018

Moneyweek: ‘L’Italia sta sfidando l’Ue, ma stavolta i mercati non vengono in aiuto di Bruxelles’...“l’Italia è troppo grande perché possa fallire. Il suo debito potrebbe distruggere il sistema bancario di tutta Europa e potenzialmente innescare il collasso della moneta unica. I mercati lo sanno e quindi non faranno il lavoro al posto della UE così come lo fecero nel 2011 e nel 2012”.


“Nelle prossime settimane il governo italiano potrebbe subire una sanzione tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Ma non verrà escluso dai mercati e le sue banche non collasseranno. Proseguirà come se nulla fosse successo”.
Lo scrive la rivista MoneyWeek in un editoriale del 18 novembre scorso a firma di Matthew Lynn.
“Questo” spiega Lynn “rappresenterà un grosso problema per Bruxelles” in quanto non passerà molto tempo “prima che i greci, gli spagnoli e in verità anche i francesi prendano atto che si può sfidare Bruxelles a piacimento, e non c’è molto che Bruxelles possa fare a riguardo”.
Moneyweek fa notare che nonostante l’Italia stia sfidando l’Unione Europea, stavolta i mercati non stanno accorrendo in aiuto di Bruxelles:
“Gli interessi sui bond italiani sono saliti e le azioni delle banche sono scese. Ma neanche lontanamente in modo catastrofico. Non esiste alcuna vera pressione sul governo perché ceda”.
“La prima ragione” prosegue l’articolo “è che un bilancio moderatamente espansivo è una politica perfettamente sensata per l’Italia. Si tratta di un paese che non è praticamente cresciuto nei due decenni da quando si è unito all’euro. Nell’ultimo trimestre, è riscivolato nella crescita zero e si trova a un passo dalla recessione. Ha un alto livello di disoccupazione, e un sacco di risorse economiche inutilizzate”.
“Non c’è bisogno di essere John Maynard Keynes” sottolinea Lynn “per concludere che un po’ di spese pubbliche aggiuntive potrebbero essere appropriate quest’anno. È l’insistenza dell’UE nell’imporre altra austerità ad apparire estremista”.
Per di più, rispetto all’ultima eurocrisi sono cambiate le regole del gioco: prima non si sapeva se la Banca centrale europea sarebbe intervenuta, quindi “gli investitori correvano un rischio concreto di default sui titoli greci e italiani. Quindi non stupiva che gli interessi andassero alle stelle”.
Oggi invece, “con la Banca Centrale che attualmente sta stampando migliaia di miliardi di euro, oggi questo scenario sembra molto meno probabile”.
“Infine,” conclude Moneyweek “l’Italia è troppo grande perché possa fallire. Il suo debito potrebbe distruggere il sistema bancario di tutta Europa e potenzialmente innescare il collasso della moneta unica. I mercati lo sanno e quindi non faranno il lavoro al posto della UE così come lo fecero nel 2011 e nel 2012”.

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