L’idea progettuale si basa su un fondo pubblico che serve per finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici sulle case dei cittadini, a partire da quelli con redditi più bassi ma destinato a tutti, gratuitamente. L’energia prodotta viene usata dalla famiglia, che risparmia sulla bolletta, e quella eccedente viene ceduta alla rete, alimentando un fondo che servirà ad acquistare nuovi impianti. Il Comune di Porto Torres è stato il primo in Italia a promuovere un’iniziativa del genere, basata sull’assegnazione degli impianti con affidamento pubblico.
“Qui il reddito energetico è realtà e darà l’esempio all’Italia e all’Europa”, ha dichiarato il sindaco M5s Wheeler. Abbiamo dimostrato che anche i progetti più ambiziosi possono essere realizzati. Sposiamo così la riconversione energetica, aiutiamo le fasce più deboli e stimoliamo la condivisione delle risorse”. Finora, spiega l’assessora all’Ambiente Cristina Biancu, “circa cinquanta cittadini hanno usufruito del reddito energetico e hanno ottenuto un pannello fotovoltaico in forma gratuita”. Per l’amministratore delegato della Gse, Roberto Moneta, “l’iniziativa avviata dal Comune di Porto Torres è importante soprattutto per la sua dimensione sociale”. La Gse l’ha sostenuto perché, argomenta l’ad, “il nostro obiettivo è di replicare su scala nazionale iniziative che non solo promuovano lo sviluppo sostenibile nel nostro Paese, ma ne diffondano la cultura stessa, compresa quella di inclusione sociale. Inizieremo da subito, replicando il progetto con la Regione Puglia“.