venerdì 8 febbraio 2019

È SCONTRO ITALIA FRANCIA: Macron contro Di Maio, troppo vicino ai Gilet Gialli. Il presidente è Conte. Cosa ne pensate?

L’incontro Salvini-Macron? “Il premier italiano è Giuseppe Conte“. La tensione diplomatica tra Parigi e Roma? “Le frasette polemiche non hanno impedito all’Italia di entrare in recessione”. Il Tav Torino-Lione? “Permetterà alla terra elettorale di Salvini di stare meglio”. Le risposte del portavoce del governo francese Benjamin Griveaux sono lo specchio degli attuali rapporti istituzionali traPalazzo Chigi e l’Eliseo, mai così tesi negli ultimi anni. Tanti i fronti aperti, con relative polemiche. Tutto deriva principalmente dall’incontro tra Di Maio e i gilet gialli, ultimo capitolo di una vicinanza dei 5 Stelle con i contestatori di Macron, che l’Eliseo non ha mai digerito e che rappresenta il vero intoppo diplomatico, tanto che la Francia ha reagito richiamando a Parigi l’ambasciatore. Ma non è l’unico. Una delle ultime frizioni in ordine di tempo è quella relativa alla disponibilità espressa ieri dal vicepremier Matteo Salvini di incontrare Macron. Un auspicio su cui Griveaux ha messo dei paletti non di poco conto: “Il dialogo non è mai stato spezzato, ma c’è anche un presidente del Consiglio in Italia, si chiama Giuseppe Conte, è lui il capo del governo italiano e Macron lo ha già incontrato molte volte” ha detto il portavoce dell’Eliseo, rispondendo ai microfoni di Europe 1. Poi ha proseguito: “Come sapete, questi ministri italiani sono già seduti intorno al tavolo con i loro omologhi francesi in occasione dei diversi consigli europei a cui partecipano”. Bruxelles, intanto, rimane a guardare. “Si tratta di una questione bilaterale“, ha commentato uno dei portavoce della Commissione europea a chi gli chiedeva di commentare la crisi diplomatica.
Di Maio a Le Monde: “Incontro con Gilet gialli perché il futuro della politica non è né a destra, né a sinistra” – Luigi Di Maio, in veste di capo del Movimento 5 Stelle, ha incontrato insieme ad Alessandro Di Battista Christof Chalencon e Ingrid Levavasseur, due rappresentanti dei gilet gialli che hanno deciso di candidarsi con la lista Ric. Una missione che Luigi Di Maio dalle pagine del Gazzettino e del Messaggero rivendica e che su Le Monde chiarisce di avere voluto perché “il futuro politica europea non è né nei partiti di destra né di sinistra”. Al quotidiano francese il vicepremier ricorda una sua visita all’Assemblée nationale, la Camera dei Deputati francese nel 2016, “nel momento in cui sono iniziate le grandi manifestazioni popolaricontro la riforma del diritto del lavoro voluta da Francois Hollande, che poi è proseguita in modo da rendere il lavoro ancora più precario. Delle ricette ultra liberali sono state condotte da parte di partiti di destra come di sinistra che hanno reso più precaria la vita dei cittadini e hanno fortemente ridotto il potere d’acquisto. Sono stato molto colpito di trovare – spiega Di Maio – tra le rivendicazioni del manifesto dei ‘gilet gialli’, dei temi che ormai superano la destra e la sinistra e che mettono al centro i cittadini e loro bisogni in un atteggiamento post ideologico”.
Proprio per questo, aggiunge Di Maio, “ho voluto incontrare dei rappresentanti dei ‘gilet gialli’ e della lista Ric, perché non credo che il futuro della politica europea sia in partiti di destra o di sinistra, o in partiti che si dicono ‘nuovo’ ma che sono in realtà il frutto di una tradizione, di una storia famigliare”. In Italia “guardiamo con molta attenzione e rispetto a quello che succede in Francia”, rileva Di Maio che chiarisce di volere guardare al popolo francese “come un punto di riferimento e non come un nemico e le divergenze politiche e di visione tra il governo francese e quello italiano non devono intaccare il rapporto storico di amicizia che unisce i nostri due popoli e i nostri due Stati”. Per questa ragione, continua, “in quanto rappresentante del governo del mio Paese tengo a riaffermare la volontà di collaborazione del nostro esecutivo sulle questioni che ci stanno a cuore, in quanto membro fondatore dell’Ue”.  L’Italia e il governo italiano, sottolinea ancora Di Maio, “considerano la Francia come un paese amico e il suo popolo, con una tradizione democratica millenaria, come un punto di riferimento, a livello mondiale, nelle conquiste dei diritti civili e sociali“. In quanto ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, aggiunge, “ho sempre guardato alla Francia e al suo sistema di Welfare come una ‘stella polare’ dei diritti sociali europei. E non sono sorpreso che il popolo mostri segnali considerevoli di malessere nei confronti dello smantellamento di alcuni di questi diritti. E questo non riguarda soltanto il governo attuale”.
Portavoce Eliseo: “Frasette polemiche non hanno impedito l’entrata dell’Italia in recessione” –  Le parole di Griveaux, invece, diventano polemiche quando si parla delle dichiarazioni pubbliche dei vicepremier sulla Francia: “Le loro frasette polemiche non hanno impedito all’Italia di entrare in recessione economica. È l’unico Paese dell’Unione europea. E, invece, quello che a me interessa è che l’Italia, un grande Paese partner della Francia, vada meglio” ha detto Griveaux. Che poi, sull’attacco di Emmanuel Macron alla ‘lebbra nazionalista’, ha precisato: “Non era un attacco frontale, ma se Di Maio e Salvini si sono sentiti presi di mira sono affari loro”. Per quanto riguarda l’alta velocità Torino-Lione, invece, Griveaux ha citato direttamente il leader del Carroccio e la sua posizione favorevole al progetto, con l’auspicio che Italia e Francia vadano avanti anche perché “permetterà all’Italia del Nord, terra elettorale di Salvini, di stare meglio, di avere migliori scambi commerciali e di guadagnare in competitività“. Poi il distinguo e il passaggio sulle “frasette polemiche degli italiani”: “C’è bisogno di maggiore potere d’acquisto, di posti di lavoro, di crescita e non di frasette polemiche che in Italia causano recessione economica, noi non ne pronunciamo”. Di certo non aiuta a distendere la tensione l’ultima dichiarazione del ministro dell’Interno, che in mattinata ha annunciato un’iniziativa che riporta d’attualità un altro fronte di conflitto con la Francia: “La prossima settimana incontrerò a Roma il ministro degli Interni francese – ha detto – Lo convocherò perché voglio risolvere la situazione, con i no non si va da nessuna parte. Al ministro francese chiederò che vengano rimandati in Italia i 15 terroristi che si trovano in Francia”

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