mercoledì 3 aprile 2019

È FINITA PER JUNKER E I SUOI COMPARI. GRAZIE AL M5S DIREMO ADDIO AGLI EUROCRATI.

Il Movimento 5 Stelle ha divulgato il proprio programma elettorale in vista delle prossime elezioni europee che si terranno tra il 23 e il 26 Maggio.
Diversi i temi toccati dal Movimento, la maggior parte dei quali volti a ridurre il deficit democratico presente nelle istituzioni europee. I 5 Stelle sostengono che all’interno dei palazzi di potere europei “la voce dei cittadini viene ignorata o addirittura calpestata”, il tutto è facilmente dimostrabile informandosi sugli esiti delle petizioni riguardanti argomenti come quello del copyright, firmata da cinque milioni di cittadini, o quello fatto alla commissione europea relativo al vietare l’utilizzo del Glifosato, firmato da un milione di cittadini. Il volere delle persone non è stato ascoltato: legge sul copyright approvata e uso del Glifosato rinnovato di ben cinque anni.
I 5 Stelle intendono rafforzare le iniziative che coinvolgono i cittadini e modificare i Trattati con l’obiettivo di introdurre i referendum europei.
Qui elencate le proposte del Movimento 5 Stelle:
-La trasformazione dell’ Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) in Iniziativa Legislativa dei Cittadini Europei, con la possibilità per i cittadini di presentare delle vere e proprie proposte legislative le quali, una volta superato il controllo di conformità ai Trattati della Corte di Giustizia, devono essere calendarizzate obbligatoriamente dal Parlamento Europeo entro un anno.
-Istituzione di Referendum Europeo Consultivo, a riguardo i 5 stelle affermano: “I Trattati assegnano oggi alla Commissione il potere di fare delle proposte legislative. Noi chiediamo che, qualora il Parlamento europeo le ritenga divisive, nocive e contrarie agli interessi superiori dei cittadini europei, può con un voto dei due terzi dell’assemblea indire un referendum europeo. Così facendo 500 milioni di cittadini dell’Unione stabilirebbero la posizione del Parlamento sulla proposta della Commissione”.
-Referendum Europeo Abrogativo, il Movimento motivano così l’introduzione di questo istituto: “Possibilità che i cittadini hanno di rimediare agli errori degli euroburocrati. Ecco i requisiti per indire questa consultazione: 5 milioni di cittadini, provenienti da almeno un terzo degli Stati membri, firmano una petizione per richiedere una consultazione che abroga un atto giuridico (o una sua parte) dell’Unione europea che abbia un effetto vincolante (e quindi un regolamento, una direttiva o una decisione). Per rendere legittimo il risultato del referendum si potrebbe prevedere un quorum minimo partecipativo del raggiungimento del 25% dei partecipanti in almeno tre quarti dei Paesi membri ed un controllo amministrativo della Corte di Giustizia. Con questa proposta daremmo ai cittadini il potere di veto, per esempio, sulle assurde politiche di austerity che bloccano crescita e investimenti”. Sui costi del Referendum aggiungono: “I costi dell’organizzazione dei referendum europei sono a carico del bilancio dell’Unione europea. Il controllo sull’ammissibilità del quesito dovrebbe essere fatto dalla Corte di Giustizia e dovrebbe essere stabilito un periodo adatto per lo svolgimento della consultazione”.
-Voto Elettronico, i Pentastellati prendono come esempio l’Estonia, paese dove il 99% dei servizi della pubblica amministrazione sono online e dove dal 2005 sono state già effettuate ben 9 votazioni con il sistema di voto online, e motivano l’introduzione del voto elettronico con l’abbattimento dei costi per l’allestimento dei seggi per gli eventuali referendum europei.

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