domenica 19 aprile 2020

Giuseppe Conte resiste: Io non mollo, no a Governi tecnici. Cosa ne pensate?

Si rincorrono le voci di una imminente spallata ma il premier Giuseppe Conte prova a resistere. "No a governi tecnici, ora decida la politica" dice il presidente del Consiglio in una intervista a Il Giornale in cui ribadisce il suo no a un "esecutivo di unità nazionale". "Ci metto la faccia - dice - e risponderò agli elettori". Si dice "aperto al dialogo" e definisce Forza Italia "costruttiva". Elogia anche Mario Draghi e Vittorio Colao, i due grandi candidati alla poltrona di Palazzo Chigi, anche se sottolinea che quest’ultimo "non diventerà ministro". Quel che serve davvero al Paese e avere un governo sostenuto da forze che maturino la piena convinzione che l’opera di ricostruzione sarà tanto più efficace se tutti lavoreremo nella medesima direzione con forte coesione e lungimiranza. Questo compito deve spettare alla politica intesa con la ’P’ maiuscola, non può essere affidato a governi tecnici sul presupposto che le forze politiche non siano disponibili ad assumersi la responsabilità delle scelte anche molto difficili che il Paese è chiamato a compiere", spiega Conte. "Io sono sempre per un governo politico che ci mette la faccia e dovrà risponderne agli elettori. Quanto ai governi di unità nazionale - aggiunge -, sono formule astratte molto improbabili da perseguire in concreto. Basti considerare le divisioni che ci sono manifestate evidenti anche nella fase più acuta dell’emergenza. In realtà questo governo sta operando con coraggio e determinazione", rivendica il premier.
"In appena un mese abbiamo liberato circa 750 miliardi a vantaggio delle imprese del tessuto economico messo in campo 50 miliardi di denaro fresco per il sistema sanitario, la macchina dell’emergenza e lavoratori", prosegue ancora il presidente del Consiglio. »Questa settimana sono iniziati ad arrivare i bonus sul conto corrente di tanti cittadini. Nei prossimi giorni rafforzeremo il sostegno a famiglie e lavoratori e imprese con un’altra poderosa sterzata economica. Le forze di maggioranza lavorando insieme hanno messo in campo queste varie altre misure ascoltando anche l’opposizione. All’estero sono molti che ci fanno i complimenti. Se questo governo non fosse forte e determinato sarei il primo a sollecitare una nuova soluzione per non compromettere la realizzazione del bene comune tanto più in questa difficilissima sfida".

Sulla possibilità in questa fase di coinvolgere una personalità come Draghi, Conte osserva he l'ex capo della Bce "è persona di grande autorevolezza e di elevata professionalità. Se il riserbo dei nostri rapporti personali non mi facesse velo, io stesso potrei rivelare un episodio che testimonia la grandissima stima che ho per lui. Non è persona che si lascia tirare per la giacchetta in polemiche che nascono in modo palesemente strumentale e sono frutto di manovre politiche estemporanee".

Quanto al Mes, il premier ribadisce che "il governo e la maggioranza sono compatti nel chiedere all’Europa di liberare la sua forza economica, di mettere sul tavolo meccanismi nuovi per una condivisione e una risposta comune all’emergenza economica in atto", dicendosi convinto che "dal confronto europeo può però venire fuori qualcosa di molto diverso dal Mes attuale ed è anche questa la ragione per cui appoggiamo la battaglia di altri Paesi, come la Spagna, che hanno chiesto di cambiarlo e di volerlo utilizzare. Valuteremo i dettagli di questa nuova linea di finanziamento al momento opportuno e sceglieremo la strada migliore per i nostri interessi nazionali, con una discussione trasparente in Parlamento". Quanto alla fase 2 per la ripartenza, "stiamo lavorando su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale", assicura Conte, assicurando che "nei prossimi giorni saremo in condizione di offrire a tutti gli italiani un piano chiaro e, quindi, informazioni certe". 

9 commenti:

  1. Tutto bene ma le banche non bloccano nulla.....le finanziarie non bloccano nulla.....i gestori luce gas telefono non bloccano nulla.....le imprese non pagano......e la cig al 19 nulla.....dovrei forse prendere acconto fi 1.400 da banche ed il saldo a 6 7 mesi .....tutto andrà bene seeeeeee dovremmo campare con 700 euro come con il reddito di cittadinanza.....tutto bene .....procateci voi cari signori perché noi a casa senza lavoro senza soldi e voi a cosa avete rinunciato....a cosa?

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    1. Non è tutto bene, c'è un disastro in corso per colpa del virus. E' questo il punto. Pensare che con DPCM si possa "placare" il disagio economico di tutti gli Italiani è ovviamente fuori luogo. Tuttavia, si stà facendo l'errore di chiedere TUTTO al governo e poi praticamente e sistematicamente massacrarlo su tutte le azioni che intraprende. Come se si fosse convinti che ci sia "un'identità superiore" li. da qualche parte, che abbia le risposte a tutto e capace di risolvere tutti i problemi. Questa identità non esiste, è fantasia.

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  2. SE PENSO AI GOVERNI TECNICI DEL PASSATO MI VENGONO I BRIVIDI. BLOCCARE TUTTE LE UTENZE DAL 1° MARZO FINO ALLA RIPRESA SAREBBE GIA' UN GRANDE AIUTO, ANCHE PERCHE' LE COMPAGNIE HANNO FATTO AFFARI D'ORO, SE PER 5/6 MESI NON PERCEPISCONO ENTRATE NON FALLISCONO.
    UN'ALTRA COSA CHE AIUTEREBBE, POSTICIPARE A FINE MUTUO 12 RATE SENZA CHE PRODUCANO INTERESSI, BLOCCARE GLI AFFITTI CON POSSIBILITA' DI RATEIZZARE QUANDO TUTTO SARA' FINITO, TUTTO CIO' NON GRAVA SULLE CASSE DELLO STATO, PER IL RESTO PENSO CHE CONTE NON POSSA FARE MIRACOLI, DETTA A MO' DI SERVA: SI ERA SPERPERATO LO SPERPERABILE E NON C'E' RIMASTO NIENTE. CHE LA POLITICA FACCIA UN ATTO DOVUTO, IN QUESTO FRANGENTE SI TAGLI LO STIPENDIO AL 50% LI AVVISO CHE LA FAME E LA DISPERAZIONE PORTANO ALLA RIVOLTA, E POI SI DOVRA' VEDERE CHI DOVRA PAGARE PER QUESTO SCEMPIO, L'ALLARME PER VIRUS SCATTO' A GENNAIO, CHI SONO LE REGIONI CHE NON AVVISARONO I MEDICI DI BASE?

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  3. Se mon sapete come campare ci sono migliaia di posti nell'agricoltura lasciati da chi è ritornato nel proprio paese, ecco andate a raccogliere la frutta e la verdura.. la terra è troppo bassa?

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  4. Stress del sistema sanitario "il sistema sanitario italiano è al collasso oramai da anni solo ora ve ne siete accorti" avete messo in campo 750 miliardi in realtà è fumo negli occhi per i polli, molte attività chiuderanno, allo stress della gente non ci pensate ma a voi cosa ve ne frega avete il vostro bello stipendione, siete fasulli ma prima o poi tutto tornerà!!

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  5. Al blocco delle assicurazioni auto non se ne parla? Far slittare le scadenze fino alla ripresa dell'auto, perchė le compagnie, con le auto ferme nei box, non stanno correndo nessun rischio!

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  6. ok non mollare ma fai quello che a sempre detto di maio ,uguaglianzae le forze dell'ordine devono stare bassi siamo in democrazia e liberta. quindi fai quello che va fatto .basta tenerci in casa senno ci ammaliamo di piu, ok?

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  7. L'Italia dovrebbe chiedere i danni ad Angela Merkel e alla Ue: "Ci hanno boicottato gli alleati europei"
    Italiani agonizzanti per l'indisponibilità di presidi adeguati: l'impedimento alla consegna di quelli acquistati ha costretto l'Italia a dover affrontare per prima l'esplosione della pandemia senza aiuti comunitari, con migliaia di morti, ostacolata nel suo approvvigionamento di materiale sanitario acquistato per il soccorso. Si è consumato un indebito trattenimento di presidi sanitari nel territorio di uno Stato membro dell'Ue che ne ha impedito il legittimo trasferimento verso l' altro Stato membro, destinatario legittimo di un suo regolare ordine di consegna e acquisto. Un fatto ineludibile che deve rimanere nella storia dell' Unione Europea ed essere stigmatizzato, additato e sanzionato.

    Il comportamento ai danni dell' Italia non costituisce solo violazione dell'art. 35 Tfue (Trattato sul funzionamento dell' Unione europea): la norma vieta restrizioni quantitative e qualsiasi misura di effetto equivalente all'esportazione e a nulla vale la deroga dell' art. 36 Tfue. Si tratta di una vicenda grave che non può e non deve essere dimenticata. Anzi deve essere opposta in chiave tecnica, fieramente e dignitosamente, nei tavoli dei negoziati attualmente in corso. La presidente della Commissione Europea ha rivolto a nome della Commissione stessa le scuse all' Italia per essere stata lasciata sola: esortiamo il governo a non limitarsi a "fare la ruota" per un riconoscimento a parole. Le scuse sono un atto dovuto e non possono ridursi a mera consolazione e vanno tradotte in ragioni di riconoscimento per il torto subito.

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