mercoledì 22 aprile 2020

La Lega si spacca sull’Europa: Giorgetti-Salvini ai ferri corti

Il rapporto con l’Europa, il MES, gli Eurobond: dopo il M5s, anche nella Lega sembra che le tensioni sugli strumenti per affrontare la recessione post pandemia possano dividere le due diverse anime del partito. Per semplificare, quella barricadera di Salvini e quella più ‘istituzionale’ che guarda in particolare a Giorgetti e Zaia. Secondo Dagospia, la rottura tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti sembra insanabile. Nell’ultimo faccia non solo si sono divisi, ma la tensione è salita al punto da arrivare quasi alle mani. Salvini ha smentito con fermezza (“Mi sento ogni giorno con Giorgetti, Topolino è più credibile di certi report”), ma il problema è sul tavolo. A partire dal ricorso al MES. Ci sarebbe una parte del Carroccio favorevole a questo MES senza condizionalità, destinato ad aiutare i Paesi dell’Unione Europea nella spesa sanitaria pari al 2% del Pil. Questa parte della Lega è rappresentata da quel piccolo microcosmo che gira intorno a Giancarlo Giorgetti. Secondo Giorgetti il Mes proposto da Bruxelles e la sua versione venuta fuori dalla riunione dell’Eurogruppo non è pericolosa come la versione “tradizionale” del Mes, quella che ha trovato l’ostacolo sovranista sin dallo scorso autunno. Anzi, l’occasione, in questo momento di feroce crisi economica che si sta affacciando all’orizzonte, non sarebbe da farsi sfuggire, sempre secondo la versione del Giorgetti governista, di quel mediatore che sapeva unire anche le versioni più contrapposte nell’esecutivo di cui ha fatto parte dal 2018 all’estate del 2019. Con Giorgetti ci sarebbe anche il governatore del Veneto Luca Zaia, stranamente ‘snobbato’ da Salvini che concentra la propria presenza mediatica soprattutto al fianco di Fontana in Lombardia, fa notare qualcuno. Zaia continua a lavorare e a tirare l’acqua al suo mulino. Non cade nelle provocazioni più o meno volontarie lanciate da Salvini su eventuali sue candidature a premier di un esecutivo targato Lega ed evita di bruciarsi. Ora, sembra concentrato solosul suo Veneto. Ma in futuro potrebbe essere davvero questo l’asse che potrà mettere in crisi i rapporti di forza all’interno del Carroccio.

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