giovedì 16 aprile 2020

Nigeria, 18 persone uccise nell’applicazione delle misure di lock down.

In Nigeria le misure messe in atto dalle forze di sicurezza per far rispettare il lockdown imposto dalle autorità stanno uccidendo più persone rispetto al Coronavirus. Lo denuncia la Commissione nazionale per i diritti umani (Nhcr), spiegando di aver ricevuto ”105 denunce di incidenti e violazioni di diritti umani ad opera delle forze di sicurezza” in 24 dei 36 Stati della Nigeria e ad Abuja, dove è stato imposto il lockdown il 30 marzo scorso. Inoltre ”ci sono 8 incidenti documentati di uccisioni extragiudiziali che hanno causato 18 morti” tra il 30 marzo e il 13 aprile, prosegue il rapporto. Il Coronavirus ha invece causato la morte di 12 persone in Nigeria, mentre i casi confermati sono 407. Nel Paese, il più popoloso dell’Africa, il lockdown inizialmente è stato imposto solo nelle due principali città, Lagos e Abuja, per una durata di 14 giorni.

Domenica 12 aprile i termini sono stati prorogati di due settimane e estesi anche ad altri stati del nord. La Nigeria ha dispiegato tutte le sue forze di sicurezza, esercito compreso, per controllare la diffusione del contagio in un’area in cui vivono circa 12 milioni di persone. Il rapporto dell’Nhcr rileva che la maggior parte delle violazioni che si sono verificate durante il periodo di quarantena sono sorte “a causa dell’uso eccessivo o sproporzionato della forza, dell’abuso di potere, della corruzione e della non aderenza alle leggi nazionali e internazionali”, da parte del Servizio correttivo nigeriano, delle forze di polizia e dell’esercito. Le quali, dal canto loro, non hanno commentato o negato ogni illecito. L’anno scorso il relatore speciale delle Nazioni Unite sulle uccisioni extragiudiziali ha accusato le forze di sicurezza nigeriane di usare una forza letale eccessiva. La polizia e l’esercito non hanno risposto alle accuse.

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