mercoledì 6 maggio 2020

CASO DI MATTEO-BONAFEDE, TONINELLI SMASCHERA LE MENZOGNE. ECCO COME È ANDATA IN REALTÀ

È stata veramente una sorta di trappola. La notizia reale è che il ministro Bonafede, appena insediatosi, chiama un grande magistrato antimafia (Nino Di Matteo, ndr) e gli offre due incarichi, optando più su uno: direttore generale affari penali, incarico che venne ricoperto a suo tempo da Giovanni Falcone. Non si crea un accordo su questa proposta perché Di Matteo preferisce quella del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che ha una funzione più amministrativa, rispetto a una funzione più di frontiera, che incide di più sulle regole contro la mafia, e non si va d’accordo. Ribaltare completamente questa informazione, come se Alfonso Bonafede si fosse fatto influenzare da alcune dichiarazioni di mafiosi è completamente sbagliato».

Così il senatore del Movimento 5 Stelle intervenendo a L’Aria che Tira, trasmissione condotta da Myrta Merlino su La7, in merito al caso Di Matteo-Bonafede.

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