mercoledì 20 maggio 2020

Clamoroso Renzi annuncia: votiamo no alla mozione di sfiducia, rifiutare cultura del sospetto

Governo alla prova, è in corso nell'Aula del Senato la discussione sulle mozioni di sfiducia presentate nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Emma Bonino di +Europa attacca: 'E' il ministro del sospetto, non giova all'Italia'. E da Twitter Matteo Orfini: 'No alla sfiducia ma la gestione è pessima'. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi sottoliena: 'E' l'intervento tra i più difficili della mia vita'. Il segretario della lega Matteo Salvini: 'Voteremo anche la mozione Bonino'. Bonafede nel suo intervento: 'Sulla vicenda Di Matteo sgomberati gli pseudo dubbi'Matteo Renzi: 'Votiamo no, rifiutare cultura del sospetto'.
Nutrita la presenza del governo nell'Aula del Senato. Accanto al Guardasigilli ai banchi del governo ci sono Roberto Speranza, Luigi Di Maio, Dario Franceschini, Federico D'Incà, Vito Crimi, Riccardo Fraccaro e Teresa Bellanova. Anche in Aula ci sono numerosi senatori.

La vicenda che riguarda Nino Di Matteo "è stata ormai a dir poco sviscerata in ogni sua parte". E "sono stati ampiamente sgomberati tutti gli pseudo-dubbi". Lo ha detto al Senato il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ribadendo che la scelta del capo del Dap fu discrezionale. Sulla scelta del capo del Dap che portò il ministro della Giustizia a scegliere Francesco Basentini invece di Nino Di Matteo non ci fu "nessun condizionamento. Non sono più disposto a tollerare alcuna allusione o ridicola illazione". "E' totalmente falsa l'immagine di un governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri addirittura per i detenuti più pericolosi", ha sottolineato Bonafede. I giudici che hanno scarcerato i detenuti in questi ultimi mesi lo hanno fatto in base a leggi "in vigore da 50 anni e che nessuno aveva mai cambiato".

"Voteremo contro le mozioni di sfiducia, ma riconosciamo al centrodestra e Emma Bonino di aver posto dei temi veri. La sua mozione non era strumentale". Lo ha detto nell'Aula del Senato Matteo Renzi (Iv) in dichiarazione di voto sulla sfiducia al ministro Bonafede.

"La Lega voterà anche la mozione di sfiducia di Più Europa. Serve un ministro della giustizia che sia in grado di gestire le carceri, che assicuri che i boss non escano di galera, che ci sia certezza della pena": così il segretario della Lega Matteo Salvini.

"Una mozione di sfiducia va letta nel merito, credo che sia giusto respingerla proprio perché non ci sono gli elementi di merito. Accanto a questo ovviamente c'è una discussione sul lavoro importante che il ministro Bonafede dovrà fare nei prossimi mesi, sulla riforma di differenti ambiti del mondo della giustizia e credo che la coalizione, pur nelle differenze che ci sono su questi temi, possa lavorare insieme in maniera coesa": lo ha detto a 'Start', su Sky TG24, il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola parlando della mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in discussione oggi al Senato.

"Non c'è alternativa a respingere la sfiducia a Bonafede. Ma non è obbligatorio farlo fingendo di condividerne le idee. Le politiche per la giustizia di questo governo sono pessime e devono cambiare radicalmente. E spetta al Pd chiederlo. Anzi esigerlo": lo scrive su twitter Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico.

"Ascolteremo il ministro della giustizia. Il ministro sa bene, che ci sono temi sensibili sul giustizialismo, noi continuiamo a pensarla in modo diverso come sulla prescrizione. Allora aspettiamo che il ministro dia segnali importanti in questa direzione. Sulla base di questo si esprimerà il nostro voto in Senato". Cosi la ministra delle Politiche agricole,Teresa Bellanova, ospite della trasmissione 'Circo Massimo' su Radio Capital in merito alle mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

"Sulla mozione della Bonino, ci sono degli elementi che non condivido, né utilizzerò i voti di FdI per far alzare la posta a Renzi. Noi votiamo alla seconda chiama, vediamo prima se l'ha votata Renzi". Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ad Agorà Rai Tre, sulla mozione Bonino di sfiducia a Bonafede.

"Caro Matteo Renzi oggi hai la possibilità di essere coerente. Vota la mozione Azione-Più Europa di sfiducia a Bonafede. Non si può andare avanti a giravolte e penultimatum mentre l'Italia affonda. L'ora delle chiacchiere è finita. Coraggio". Lo scrive su twitter Carlo Calenda, leader di Azione.

Matteo Renzi tiene fino all'ultimo alta la tensione. Non scioglie la riserva sulle mozioni di sfiducia ad Alfonso Bonafede, nonostante un incontro a Palazzo Chigi di Maria Elena Boschi con Giuseppe Conte. Il premier intende concedere a Italia viva il "riconoscimento politico" chiesto, non per paura di una crisi ma per poter andare avanti fino al 2023 - dicono dal governo - senza frizioni. Rimpasto è l'ipotesi che più circola in queste ore. Sarebbe stata respinta, secondo fonti renziane, la proposta di un posto di sottosegretario alla giustizia per Lucia Annibali o Gennaro Migliore. Mentre circola il nome di Maria Elena Boschi per un ministero. Ma dopo l'incontro con Boschi i renziani ribadiscono di attendere ancora un "segnale" sui temi della giustizia. "Aspettiamo di ascoltare Bonafede e poi parla Renzi", è la linea della vigilia. M5s fa scudo al ministro, così come il Pd che però gli chiede un cambio di passo. Sia Vito Crimi che Graziano Delrio, come il ministro Francesco Boccia, dicono che se passerà la sfiducia, si apre la crisi di governo. In pochi credono che Renzi arriverà fino a questo punto. Ma i numeri risicati della maggioranza e il rischio di un incidente contribuiscono ad agitare la vigilia.
    Boschi entra a Palazzo Chigi due volte nella stessa giornata.
    Prima incontra il capo di gabinetto del premier, Alessandro Goracci, per consegnargli le proposte di Iv, poi viene ricevuta da Conte. E, secondo fonti renziane, registra "passi in avanti" sul piano shock per le infrastrutture (un tema su cui la maggioranza concorda ma che gli alleati non vogliono 'lasciare' a Renzi in un decreto ad hoc) e sul Family act. Ma sulla Giustizia, aggiungono, si attende ancora "un segnale". Il che vuol dire, secondo diverse fonti di maggioranza: rimpasto.
    Boschi al posto di Bonetti? E' una delle ipotesi in circolazione. Un ministero ad hoc, sarebbe la richiesta dei renziani. In maggioranza c'è chi è contrario a concedere tanto.
    E nel M5s è opinione diffusa che, qualsiasi cosa si conceda, Renzi non smetterà la sua guerriglia per logorare il governo e farlo cadere. A riprova viene presa la quarta di copertina del suo nuovo libro in uscita, "la Mossa del cavallo", in cui si torna a parlare di "riscrivere insieme le regole del gioco" e di una nuova sfida politica. Ma Conte intende sminare un percorso già di per sé irto di insidie e far proseguire la legislatura, di qui la concessione di un riconoscimento politico. Intanto però, mentre Bonafede scrive il suo intervento e registra "attestati di stima", non si smina la vigilia del voto.
    Iv si riunirà in assemblea per decidere, solcata da due tendenze, una governista e una barricadera: "Saremo compatti", assicurano. Tra le ipotesi c'è anche l'uscita dall'Aula. Ma i numeri sono talmente "corti", che l'incidente è dietro l'angolo.
    Gli ultimi conteggi accreditano tra i 150 e i 151 voti per la maggioranza senza Iv e 144 per la mozione presentata da Emma Bonino per +Europa con Azione e Fi. E' questo il voto che impensierisce, più di quello sulla mozione unitaria del centrodestra. Perché potrebbe attrarre, oltre ai 17 senatori di Iv (ma nel gruppo ci sono opinioni diverse), anche 5 o 6 senatori del Misto considerati incerti, tra cui ex M5s come Ciampolillo e Giarrusso, e poi nomi come Pier Ferdinando Casini e Tommaso Cerno. I socialisti, rappresentati al Senato da Riccardo Nencini (in quota Iv), chiedono le dimissioni del ministro pena il voto di sfiducia. Secondo il renziano Roberto Giachetti, anche alcuni senatori Dem e Leu sarebbero "nervosi", in dissenso sulla linea di Bonafede sulla giustizia. In serata Andrea Marcucci riunisce i senatori Pd ed emerge in effetti malcontento per come lavorano, senza consultare gli alleati, sia Bonafede che la titolare della scuola Lucia Azzollina. "Il metodo di Bonafede non ci piace", dice Marcucci. Ma da qui a votare la sfiducia ce ne passa. "Non ci sono motivi né di merito né di metodo, ma superata questa fase - dicono dal Pd - serve un cambio di passo con riforme di giustizia penale, civile, del Csm e dell'ordinamento penitenziario". M5s intanto fa quadrato. Se si apre la crisi, si va a votare, dicono dal Pd. Ma "la mozione sarà largamente respinta", dice il ministro M5s Federico D'Incà. E Luigi Di Maio si spinge a parlare di "maggioranza compatta".

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