martedì 26 maggio 2020

Ultim'ora: Giunta dice no a processo per Salvini. Lo hanno salvato gli ex 5 Stelle.

La Giunta per le Immunità del Senato salva Matteo Salvini dal processo. Tredici senatori votano contro l’autorizzazione a procedere per il caso Open Arms.

i tre senatori renziani che fanno parte della Giunta delle elezioni e delle immunità non partecipano al voto sull’autorizzazione al processo per il leader della Lega, accusato dal tribunale dei ministri di Palermo del sequestro di 164 migranti a bordo dell’imbarcazione della ong. Vista la situazione in Giunta, la decisione fa tramontare l’approvazione di una relazione favorevole al procedimento nei confronti dell’ex ministro dell’Interno.

A spiegare le motivazioni è stato il dal capogruppo renziano Francesco Bonifazi, che rappresenta Iv in Giunta insieme a Giuseppe Cucca e Nadia Ginetti: “La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex ministro dell’Interno dei fatti contestati”.Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest’ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l’avallo governativo”, aggiunge Bonifazi con un riferimento al vecchio esecutivo M5s-Lega. “Numerosi – si legge nella notte che ha annunciato il non voto – sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un’attività istruttoria ulteriore”.

“Dunque, allo stato dell’arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto”, conclude l’esponente di Iv.

La riunione è iniziata attorno alle 9.30 e i senatori dovranno votare sulla possibilità di mandare a processo l’ex ministro dell’Interno, accusato dal tribunale dei ministri di Palermo di sequestro di persona per i 164 migranti bloccati sulla nave della ong al largo di Lampedusa.Lo sbarco venne poi ordinato dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, dopo venti giorni. I fatti risalgono all’agosto 2019. Per i giudici del tribunale dei ministri il decreto sicurezza bis “non può essere applicato a navi che soccorrono naufraghi” perché “il soccorso in mare è obbligatorio“. Ma Salvini ribadisce: “Ho difeso la legge, la sovranità, la sicurezza, l’onore e la dignità italiane, con l’accordo dell’intero governo. Sono tranquillo e rifarei tutto, non per interesse personale ma per tutelare il mio Paese”.

Sulla carta, erano dieci i voti a favore del via libera: uno del Pd, uno di Leu, quattro su cinque del M5S (indecisa la senatrice Alessandra Riccardi) e l’ex grillino Gregorio De Falco. Più i tre renziani, che però si sono sfilati. In giunta – vista la contrarietà degli 11 di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e quella del senatore delle Autonomie Meinhard Durnwalder – non ci saranno i voti per l’autorizzazione perché passi la relazione a favore del processo. Il verdetto dovrà essere poi ratificato o meno dall’Aula del Senato entro 30 giorni.

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