mercoledì 13 maggio 2020

Ultim'ora: Nuovo focolaio in Molise. 72 nuovi casi a Campobasso legati ad un funerale.

Fino a pochi giorni fa il Molise era una regione “modello”: con poco più di 300 casi di contagio e 22 decessi era riuscita a contenere e evitare l’espansione dell’epidemia di coronavirus. Poi però, improvvisamente, è scoppiato un focolaio che ha portato nel giro di neanche dieci giorni alla scoperta di 72 persone infette tra la comunità Rom di Campobasso. Ricostruendo gli spostamenti dei contagiati, è emerso che tutti avevano partecipato il 30 aprile scorso al funerale di un componente della comunità ed è scoppiata la polemica che ha travolto il sindaco M5s Roberto Gravina che ha autorizzato il rito.

Quando il 30 aprile è stato celebrato quel funerale non era ancora iniziata infatti la “Fase 2” (al via dal 4 maggio, ndr) e in vigore c’erano ancora le norme più stringenti anti-coronavirus che prevedevano che le esequie potessero essere celebrate alla presenza solo dei familiari stretti del defunto. Il sindaco Gravina, come riferisce il Corriere della Sera che dà la notizia, ha confermato che i presenti non erano più di una decina ma sui social hanno iniziato a circolare filmati che mostrano come in realtà i presenti al funerale fossero molti di più: una trentina sono solo le persone identificate dalla Questura. In ogni caso, da quel 30 aprile i contagi nella comunità Rom di Campobasso sono aumentati esponenzialmente e i 72 casi positivi accertati riguardano solo le persone sintomatiche, sottoposte al tampone, motivo per cui si ritiene che i contagiati effettivi possano essere molti di più, senza trascurare i soggetti asintomatici.Il sindaco, da parte sua, scarica la responsabilità dell’aver autorizzato quel funerale alla questura: “Non temo di essere smentito sul fatto che rispetto al controllo e all’assembramento, che nulla avevano a che vedere né con un funerale né con la tumulazione, chi vi parla e tutta l’amministrazione comunale non potevano avere responsabilità perché era stato lo stesso Questore a dire che in quell’area avrebbero fatto loro le verifiche – ha spiegato al Corriere -. Quindi, abbiamo garantito che fuori al cimitero ci fosse il numero minimo di persone, come testimoniato dalle foto. Le immagini che abbiamo visto tutti noi le abbiamo visionate solo l’8 maggio, a fatti già accaduti, quando qualcun altro era presente lì e avrebbe dovuto garantire quello che tutti voi, e il sottoscritto, richiede”, ha concluso invitando tutti i cittadini a tenere alta l’attenzione e rispettare l’isolamento.

Nessun commento:

Posta un commento