domenica 28 giugno 2020

Le bufale di Salvini sul plexiglas a scuola

È una strategia di comunicazione ben precisa quella del Capitano, che inventa e mette in giro fregnacce sugli avversari politici che non hanno alcun senso se non nell’ottica di fare terrorismo.
E se io devo mandare mia figlia a scuola, chiusa nel plexiglas senza un contatto con i suoi amici e le sue maestre io a scuola non ce la mando»: Matteo Salvini a Codogno continua a diffondere bufale che poi ribadisce anche a Mezz’ora in più: “Pensare di mettere il plexiglas per dividere bimbo tra bimbo e bimbo con la maestra è un fallimento educativo”. E ancora: “I numeri fortunatamente dicono che il virus di adesso non è il virus di febbraio e quindi mi rifiuto di pensare che le scuole riaprano a settembre fra plexiglas, mascherine e classi chiuse”.
Salvini non si è ancora evidentemente accorto che nelle linee guida per la scuola che il governo ha presentato venerdì non c’è traccia di plexiglas. È una strategia di comunicazione ben precisa quella del Capitano, che inventa e mette in giro fregnacce sugli avversari politici che non hanno alcun senso se non nell’ottica di fare terrorismo. Il problema è che, a sentire l’ovazione che accoglie la presa di posizione a Codogno, c’è persino qualcuno che ci crede. Così quando il 14 settembre le scuole riapriranno senza plexiglas lui potrà dire che è tutto merito suo.

2 commenti:

  1. Io uno che fa politica con crocifissi, naia e grembiulini non lo voterò mai! All'Italia serve una destra moderna e capace e non un altro "figlio di trota", così limitato e buzzurro come questo!

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  2. La visiera si usa già in una scuola in Giappone: così si respira
    In una primaria a Nikko, dove i contagi (per ora) sono a zero
    Nikko (Giappone), 5 giu. (askanews) – Visiere, distanziamento sociale e norme igieniche: è la nuova vita scolastica degli studenti della scuola primaria di Kinugawa a Nikko, circa 100 chilometri a nord di Tokyo. La scuola ha riaperto il primo giugno dopo 3 mesi di stop dovuti all’emergenza Covid-19.
    “Dato che le temperature non faranno che aumentare, i bambini corrono il rischio di un colpo di calore. Pertanto, su consiglio medico – spiega il preside Sachio Takeda – abbiamo deciso di usare queste visiere protettive, che si alzano così e permettono di respirare meglio in confronto alle mascherine”.
    “Il numero dei contagi è ancora zero nella città di Nikko – aggiunge – ma ciò non elimina i rischi di una futura diffusione. Per questo abbiamo organizzato tutto quello che potevamo, come il distanziamento sociale, la sanificazione o il mangiare tutti con il viso rivolto nella stessa direzione in mensa…”.
    “Ero preoccupata di non riuscire a far lavare le mani a tutti i bambini durante il giorno o di non riuscire a farli concentrare dopo questo lungo periodo di vacanze forzate”, spiega ‘insegnante, Karin Honda, 22 anni, che sulle visiere confida:
    “È difficile abituarsi alle visiere all’inizio, ma alla fine esse consentono di vedere meglio le espressioni dei bambini, il che rende le cose più facili”.
    “Durante le lezioni di musica, evitiamo di cantare, altrimenti si creano le goccioline…”, ha rivelato.

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