giovedì 4 giugno 2020

Ultim'ora Casapound, sequestrata la sede in via Napoleone III a Roma

CasaPound costretta allo sgombero della sua sede storica di Via Napoleone III a Roma. La notizia che il movimento di estrema destra guidato da Simone Di Stefano dovrà lasciare lo stabile nel quartiere Esquilino della capitale illegalmente occupato da 15 anni è partita dalla viceministra all’Economia Laura Castelli e questa mattina, giovedì 4 giugno, si è concretizzata con il sequestro dello stabile da parte della Polizia.
La procedura di sgombero del palazzo nel centro di Roma, comunque, è iniziata lo scorso luglio, quando il Demanio ha reclamato lo stabile occupato dal 2003 e quando la stessa Raggi era andata di persona a sollecitare la rimozione della scritta in marmo posta sulla facciata dell’edificio. La Corte dei Conti, per quanto riguarda l’occupazione di CasaPound Italia, ha calcolato un danno erariale di 4,6 milioni per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni da parte del Demanio e del Miur.

Cosa è successo ieri

Ieri, il portavoce del movimento della tartaruga frecciata aveva smentito la notizia di uno sgombero imminente di CasaPound e parlato solo di “un incontro sulla richiesta di sgombero che si è svolto in questura con una rappresentanza di Casapound”.

La sindaca di Roma Virginia Raggi aveva invece sollecitato i ministri di Economia e Difesa, Roberto Gualtieri e Lorenzo Guerini, a procedere con l’ordine di sgombero delle occupazioni illecite da parte di CpI di due stabili, uno proprio nel quartiere Esquilino e l’altro sito ad Ostia, in Via delle Baleniere (gestito da un’associazione vicina al movimento di estrema destra). 

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