venerdì 19 giugno 2020

Ultim'ora: I ricollocamenti degli immigrati sono aumentati del 600% da Salvini a Lamorgese

Il vice ministro dell'Interno Matteo Mauri, intervistato da Radio Capital: «Mentre con Salvini ministro la media dei ricollocamenti nei paesi europei era di 16 al mese, con il ministro Lamorgese fino a gennaio, prima dell'avvento della pandemia, sono diventati 586»“Un’altra grande novità che ha introdotto questo governo, grazie al lavoro del ministro Lamorgese, riguarda i ricollocamenti in Europa, che si sono impennati. Mentre con Salvini ministro la media dei ricollocamenti nei paesi europei era di 16 al mese, con il ministro Lamorgese fino a gennaio, prima dell’avvento della pandemia, sono diventati 586 al mese, il 600 per cento in più”: lo ha detto oggi il viceministro dell’Interno Matteo Mauri a Radio Capital.Nel 2019 i migranti ricollocati dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese erano cinque volte di più rispetto a quelli ricollocati da Matteo Salvini. Il Capitano era quello che prometteva che avrebbe rimpatriato 600mila “clandestini” l’anno, ma Lamorgese prima in un mese ha ottenuto più di Salvini in un anno e poi ha stipulato l’accordo di Malta con altre nazioni europee, come aveva raccontato un articolo del Fatto Quotidiano:NEI PRIMI otto mesi del 2019, quando al Viminale c’era Salvini, secondo il ministero dell’Interno sono stati ricollocati in Europa 85 richiedenti asilo. Meno di undici al mese. Tutte le volte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte doveva concordare le “quote ”, magari mentre il vicepremier leghista strepitava e lasciava le navi in mare anche in pieno inverno. Negli ultimi quattro mesi, cioè dell’insediamento a settembre del Conte 2 e di Lamorgese al Viminale, i ricollocamenti effettivi sono stati 196, cioè 49 al mese.È in parte l’attuazione di accordi precedenti, come sottolineato nei giorni dagli ex sottosegretari leghisti. Per tutta una fase, infatti, erano rimasti sulla carta, come indicò per primo Matteo Villa dell’Ispi. Ora i più solerti sono i francesi,Spagna e Portogallo fanno la loro parte in misura minore e nel loro piccolo anche Malta e Lussemburgo e a volte la Finlandia. La Germania molto meno, come hanno scritto il 4 dicembre Maria Maggiore e Nico Schmidt di Investigate Europe e sul Fattoe sulla Berliner Tageszeitung, sottolineando che il governo tedesco non aveva iniziato a trasferire neppure i 53 sbarcati a giugno con la Sea Watch 3 comandata dalla tedesca Carola Rackete.

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