Dopo aver ironizzato sulla vicenda di Daisy Osakue dicendo che chi lancia uova è un cretino (sottolineando che tra i tre giovani denunciati c'è anche il figlio di un consigliere comunale Pd), le uova sono un vero tormentone per Matteo Salvini. È Matteo Renzi a ricordargli per primo di quando il lanciatore di uova era lui. Lui che addirittura è stato condannato per averlo fatto, chiede Renzi su Twitter, "Come si autodefinisce?".
Nel 1999 - si legge sui siti dei giuovani padani - è stato denunciato e condannato a 30 giorni per oltraggio a pubblico ufficiale (lancio di uova a D'Alema e qualche divisa sporcata): politicamente scorretto ma ne valeva la pena". Dopo Renzi, sui social in molti lo attaccano ricordandogli il passato e sulla vicenda si solleva un "polverone", come lo definisce la stessa Daisy alla festa Fidal che anticipa la spedizione azzurra agli Europei di atletica. "Sono felice sia uscito un problema che molte volte non viene considerato - dice -. Sono stati presi gli aggressori, la legge farà il suo corso e pagheranno per quanto fatto. Ora voglio tornare alla mia vita normale". Che sono, appunto, le gare, con addosso la maglia azzurra dell'Italia.
Ma il vicempremier leghista tira dritto. "Meglio il figlio di Foa che un figlio che tira le uova", continua a ironizzare il segretario leghista. Dimenticandosi (o fingendo di farlo), però, di quando a tirare le uova (allora contro D'Alema e le forze dell'ordine) era lui in persona.