lunedì 27 luglio 2020

Salvini definisce lo scandalo lombardo un caso di malagiustizia, taccia se non sa chiedere scusa’.

Matteo Salvini, che ormai non ne indovina una nemmeno a porta vuota, definisce lo scandalo lombardo un caso di malagiustizia. Un accanimento contro Fontana e la memoria dei morti di Covid”.

Così Manlio Di Stefano ha commentato il tweet del leader della Lega in cui difende il governatore lombardo Attilio Fontana che risulta indagato dalla Procura di Milano.

Salvini ha scritto su Twitter: “Attilio Fontana ‘indagato’ perché un’azienda ha regalato migliaia di camici ai medici lombardi. Ma vi pare normale? La Lombardia, le sue istituzioni, i suoi medici, le sue aziende e i suoi morti meritano rispetto. Malagiustizia a senso unico e ‘alla Palamara’, non se ne può più”.

L’esponente pentastellato, ha osservato che “i fatti dicono che:
1) L’azienda fornitrice è del cognato del Presidente Fontana;
2) I camici non furono regalati bensì venduti, il bel gesto di donarli è nato solo quando la cosa è emersa per cercare di evitare lo scandalo;
3) Per rimediare Fontana ha cercato di rimborsare personalmente il cognato con un bonifico di 250000€ da un suo conto Svizzero;

4) Il bonifico non è andato a buon fine proprio per le verifiche antiriciclaggio per incongruità della causale. Da lì è nata l’indagine;
5) I fondi sul conto Svizzero erano arrivati grazie allo scudo fiscale del quale Fontana si era avvalso per trasferire 5.3 milioni di euro precedentemente conservati in due conti alla Bahamas”.

Ora – ha aggiunto Di Stefano – non voglio nemmeno soffermarmi sul perché un Presidente di Regione abbia due fondi alle Bahamas da milioni di euro, mi limiterò ai fatti che lo riguardano come Presidente, qui le carte ci raccontano un orrore, l’ennesimo della Lega in Lombardia. Che la giustizia faccia il suo corso ma soprattutto che Salvini una volta tanto taccia se non sa chiedere scusa”.

In un altro post, il sottosegretario 5Stelle, riferendosi ancora a Salvini ha scritto che “in Italia lo chiamano il ‘cazzaro’ e all’estero lo nominano tra i primi 3 bufalari al mondo? Non c’è una sola cosa che dica che sia sostenuta da un benché minimo fondo di verità! Mai. Il re della bufala”.

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