sabato 4 luglio 2020

Salvini mette insieme topi e rom, poi non si offenda se gli danno del razzista.

Quando Matteo Salvini ci si mette è davvero efficace. Lo sapevamo. Colpisce duramente, fa notizia, e disarciona gli avversari. Lo ha fatto anche quest’oggi, quando dal palco di piazza del Popolo ha attaccato a modo suo la giunta Raggi. “La Capitale non può essere ricordata per i rom, per i topi, per gli autobus bruciati, e le buche per strada”, ha tuonato il leader della Lega.Ecco, passi per gli autobus bruciati e le buche per strada, varianti infrastrutturali del degrado di una metropoli. Salvini probabilmente ha dimenticato anche altre magagne romane. Probabilmente pensando di esagerare non ha citato la proverbiale monnezza, ma ha rimediato a par suo citando i ratti, e i rom.Ma accomunare nella stessa frase topi e esseri umani può essere fatto forse in letteratura, non in politica, non in un discorso pubblico pur davanti a ‘quattro gatti’ del centrodestra.E non lo salva il fatto che cinque anni fa, Beppe Grillo per attaccare il sindaco Marino parlò di “città sommersa da topi, spazzatura e clandestini”. Anche perché allora, subissato dalle polemiche, il comico-fondatore ritirò il tweet e provò a salvarsi in corner parlando genericamente di “clandestini gestiti dalla mafia”. Ma il danno era fatto.Ora Matteo Salvini potrà mandare bacioni rassicuranti, assumere un profilo più moderato all’altezza dei sondaggi che lo vedono leader del Paese in fieri, ma non potrà cancellare le sue parole. Al limite potrà ritrattare, spiegare, scusarsi, l’importante è che non si offenda, che non faccia la vittima se lo si accusa di maneggiare con troppa disinvoltura il linguaggio dell’odio, perché molto semplicemente, unire rom e topi sa tanto di razzismo.

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