domenica 5 luglio 2020

Salvini se ne strafotte. Mentre noi facciamo sacrifici, lui divulga anarchia imbecille.

Entriamo nei negozi con le mascherine, nei ristoranti, nei supermercati, negli uffici pubblici, sui mezzi di trasporto pubblici con le mascherine. O con i guanti, o disinfettandoci, facendoci misurare la febbre. Abbiamo rinunciato ad abbracciare persone a cui vogliamo bene e a salutare con un bacio o una stretta di mano. Sappiamo che dopo l’incubo, tutto questo è un sacrificio e un compromesso accettabile. Abbiamo imparato, forse, a pensare al bene della comunità. Ma non abbiamo dimenticato le rsa, i nostri nonni, gli anziani nelle bare, portati via dall’esercito. 
Poi arriva lui che se ne strafotte di tutto, dei lutti ancora giovani e dei rischi che sono ancora e soprattutto lì, in ogni abbraccio imprudente e non necessario. Il tutto a favore di telecamera, perché ovviamente sta lanciando un messaggio di anarchia imbecille. E se penso che i mei sacrifici sono resi vani da Matteo Salvini e da chi impara da lui, mi sale un’incazzatura che potrei far riacquistare diffusione e virulenza non solo al Coronavirus, ma pure alla peste nera. Irresponsabile e bifolco.


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