venerdì 31 luglio 2020

Scoperta clamorosa sui soldi donati per l'emergenza covid

Ci sarebbero soldi anche per un progetto di didattica a distanza falso tra i bonifici sospetti oggetto dell’indagine sulla presunta sottrazione di denaro ai danni della onlus “Uniti per la provincia di Cremona”.

Si tratta di fondi destinati agli ospedali di Cremona, Crema e Casalmaggiore e a tutte le realtà del territorio che si sono occupate delle persone malate e in difficoltà nei mesi di emergenza sanitaria. Sono stati raccolti 4 milioni di euro circa dalla città del Torrazzo, insieme a tutto il territorio, e in buona parte sono stati utilizzati per l’acquisto di ambulanze e dispositivi medici.

Ma tre promotori della onlus, attraverso un sistema di fatture false, avrebbero sottratto circa 100mila euro utilizzandoli per bonifici personali.

Uno dei tre è il segretario, Renato Crotti, gli altri sono due imprenditori, Cristiano Bozzoli, titolare di un’impresa che vende caldaie, e Attilio Mazzetti gestore di pub e discoteche. Coinvolto anche un sacerdote, titolare di una cooperativa: secondo gli inquirenti è emersa “la disponibilità a concordare false giustificazioni delle distrazioni di denaro”.

Pare che tra il denaro sottratto, ci sarebbero anche due bonifici da 10mila euro per finanziare un presunto progetto dal titolo “Muse alla Lavagna” creato da Maria Grazia Muse, ma secondo gli inquirenti non esisterebbe alcuna Muse Maria Grazia, infatti la Guardia di Finanza ha poi scoperto che i diecimila euro sono finiti sul conto corrente di Anna Grazia Crotti, sorella di Renato, il quale aveva la firma sul conto corrente.

Inoltre, il progetto è costituito da 48 pagine copiate da un documento “redatto per la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella”, dal sito Orizzontescuola.it, ma anche dal ministero dell’Istruzionee infine dalla piattaforma dell’istituto comprensivo “Diego Vitrioli Principe di Piemonte” con sede a Reggio Calabria. 

La onlus avrebbe effettuato, si legge nel decreto di perquisizione, “alcuni bonifici a favore di Bozzoli” per 28mila euro, operazione definita “anomala” dai finanzieri. Si parla poi di “reciproci trasferimenti di denaro su conti esteri (Bulgaria, Gran Bretagna) tra Bozzoli e Mazzetti”. La Guardia di Finanza avrebbe accertato che “risultano quattro fatture emesse da Mazzetti nei confronti della onlus tra maggio e giugno per un totale di 58.860 euro”. Il sacerdote, don Alberto Mangili, invece potrebbe aver collaborato nella distrazione del denaro, fingendo che questo venisse trasferito a una cooperativa che si occupava di fornire pasti caldi e assistenza.


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