venerdì 3 luglio 2020

Ultim'ora Zaia vuole il TSO ai positivi che non vogliono curarsi e il carcere per chi ignora la quarantena

Le incredibili dichiarazioni del presidente del Veneto: lunedì arriva l’ordinanza per inasprire le regole, c’è un positivo che non vuole fornire dati sui suoi contatti, un altro ha rifiutato il ricovero e ha continuato a uscire anche se malato.
Lunedì arriverà una nuova ordinanza restrittiva “per inasprire le regole” sulla prevenzione del contagio del Covid verrà presentata la prossima settimana in Veneto. Lo ha annunciato il presidente del Veneto Luca Zaia, parlando assembramenti e “comportamenti sconsiderati di troppe persone” evidenziatisi in questi ultimi giorni. “Continuando di questo passo non dobbiamo porci la domanda se il virus tornerà in ottobre, perché l’abbiamo già qui. Ai comportamenti irresponsabili di qualcuno, si aggiungono gli altri che abbiamo conosciuto in queste ore”.

Zaia vuole il TSO ai positivi e il carcere se si ignora la quarantena

Ma il governatore è stato ancora più severo. Prima ha raccontato del caso di un paziente 0 che ha riportato focolai Covid-19 in Veneto. Si tratta di cinque casi positivi che hanno portato a 52 isolamenti fiduciari a Vicenza, 37 a Verona e un caso positivo nel padovano entrato in contatto con il paziente zero ma che continua a negare di collaborare con i sanitari fornendo dati in merito ai suoi contatti lavorativi e non. Si tratterebbe del risultato di un viaggio di lavoro avvenuto in Bosnia da un imprenditore vicentino. Imprenditore che, tornato positivo, ha organizzato feste private, partecipato a funerali, negato di sottoporsi ad un tampone e poi negato un ricovero, continuando (da positivo) a svolgere vita lavorativa e sociale normale e mentendo su colleghi e compagni di viaggio. Zaia non ha fatto nomi ma il riferimento a Pojana Maggiore pare chiaro.

Per questo secondo il governatore è necessario introdurre la possibilità di prevedere “il ricovero coatto” per chi è positivo al coronavirus, e anche “la carcerazione” per chi è positivo e va comunque in giro: “Lunedì prossimo presenteremo un’ordinanza per inasprire le regole, ma abbiamo armi spuntate”, ha detto Zaia ricordando che al momento per chi esce, pur essendo in isolamento fiduciario, “la legge prevede una multa di 1.000 euro. A me sembra ridicolo che la vita delle persone valga 1.000 euro… Forse va rivalutata questa cosa”. Poi è tornato sul focolaio di Pojana Maggiore: “Un cittadino torna il 25 giugno da una trasferta lavorativa e già il 25 inizia ad avere i primi sintomi, febbre, malessere generale, inappetenza. Poi il 26 e il 27 ha diversi contatti in ambito lavorativo ed extra lavorativo, partecipa a una festa privata, a un funerale, il 28 va in pronto soccorso e risulta positivo al coronavirus. Gli viene proposto il ricovero ma lo rifiuta”, racconta Zaia. “Viene poi ricoverato l’1 luglio dopo l’insistenza dei sanitari e ora è in rianimazione”, continua il governatore. Questo è considerato il paziente 0. Ricostruendo la lista dei contatti poi, è venuto fuori che “in macchina al rientro dalla Serbia erano in tre”, e che il paziente 0 “ha avuto contatti anche il 30 sera, quindi dopo aver saputo di avere il tampone positivo. Capite che “ci vuole il Tso, noi non possiamo far decidere il paziente”.

In Veneto risale l’indice di contagiosità

Sempre il 30 giugno “viene segnalata la positività di un collega che era insieme in macchina al rientro dalla Serbia, e poi il 1 luglio anche del terzo compagno di viaggio”. Ma, a sorpresa, spunta anche un quarto compagno di viaggio, di cui gli altri tre non avevano fatto menzione, che risulta a sua volta positivo. I casi sono quindi quattro, che “si sono infettati in Serbia e hanno portato il virus” in Veneto. In base al Piano di Sanità ci sono ora 52 contatti in isolamento fiduciario, che sono stati sottoposti a tampone e per ora risultati negativi. Nel frattempo “la Ulss 6 Euganea informa che il 29 giugno una paziente si è presentata in pronto soccorso, che era positiva e dichiarava di avere contatti con il caso 0”. Anche in questo caso si attiva il piano di sanita’, ma la paziente in questione “si rifiuta di dire con chi ha avuto contatti… Così non ne andiamo fuori”. Di fatto “questa partita ormai ce l’abbiamo sotto controllo”, conclude Zaia, auspicando pero’ un intervento da parte del governo, che consenta azioni più incisive.

Per questo, dice il governatore, in Veneto l’indice R0 è salito da 0,41 a 1,63. “Io non so a chi fare i complimenti”, afferma Zaia esprimendo sconforto per i comportamenti irresponsabili di alcuni cittadini. “Se continuiamo ad andare in giro senza mascherina negli assembramenti e a pensare che i complottisti abbiano ragione, o che questo virus riguardi solo alcune fasce d’età… State preparando la culla per il neonato e quando tornerà forte qui non ce n’è per nessuno”. Quindi “se continuiamo di questo passo non domandatevi neanche più se il virus torna in ottobre perché è già qui. Ora il caldo probabilmente ci da’ una mano ma con le prime brezze autunnali…”.


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