mercoledì 22 agosto 2018

DEL RIO MERITA DI ESSERE INDAGATO E PROCESSATO PER I MORTI DI GENOVA.SENZA VERGOGNA! IN CONFERENZA STAMPA DICE CHE LE MANUTENZIONI ERANO AUMENTATE DEL 80% MENTRE PERFINO LA MANUTENZIONE ORDINARIA ERA AL 7%... GUARDATE E DIFFONDETE OVUNQUE QUESTA VERGOGNA!



Gestire un'autostrada in Italia è un affare d'oro: secondo i dati del Ministero dei Trasporti relativi al 2016 (ultimo anno per cui si hanno dati completi) i 24 concessionari italiani hanno incassato 6,9 miliardi.
Il loro utile netto è stato di 1,11. In pratica su 100 lire incassate, ai gestori ne rimangono 16 pulite pulite. Un gran risultato per qualsiasi azienda. E Autostrade per l'Italia fa perfino meglio: 3,1 miliardi messi in cassa nel 2016, 624 milioni l'utile pagate le tasse, un ricco 20%. Negli anni della grande crisi il prodotto interno della penisola si è ristretto, la torta è diventata più piccola per tutti. Per tutti, ma non per i concessionari, che hanno potuto contare su un aumento dei pedaggi di circa il 30% dal 2008.
Una cuccagna. Eppure, se si guarda all'altra faccia della medaglia, a quanto i gestori hanno investito sulla rete autostradale, le cifre sono in continuo calo: erano 2 miliardi nel 2012, e giù a precipizio fino ai 1064 milioni del 2016. Solo rispetto all'anno precedente il 24% in meno. Siamo alla metà di quanto si spendeva sei anni fa. Perfino la manutenzione ordinaria, quella di base, nel corso di 12 mesi è scesa del 7%.
Come è possibile che gli incassi aumentino e gli investimenti diminuiscano? La chiave è negli accordi di concessione, i documenti che stabiliscono diritti e doveri del concedente, lo Stato, e del concessionario, il gestore privato. Contrattati dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e dai gestori privati, sono intese in cui gioca un ruolo fondamentale anche la politica. E molto spesso la debolezza, o l'insipienza, della politica.
Se ne è parlato anche a proposito dell'ultimo grande progetto autostradale sul tappeto, che riguarda proprio Genova. Alla fine dell'anno scorso un decreto voluto dal ministro Graziano Del Rio ha dato il via libera alla cosiddetta Gronda, una super tangenziale intorno al capoluogo ligure.
A realizzarlo sarà proprio Autostrade per l'Italia: i lavori sono previsti tra il 2020 e il 2028, per un costo complessivo, considerati tutti gli annessi e connessi, di 7,8 miliardi di euro. In cambio il governo ha concesso al gruppo Atlantia-Benetton una proroga della concessione dal 2038 al 2042, quattro anni in più di incassi. Quando poi la concessione finirà, se si farà una gara e questa sarà vinta da un altro gestore, il nuovo arrivato dovrà versare ai Benetton un indennizzo pari a 5,7 miliardi.
Viste le cifre, uno dei maggiori esperti del settore, Giorgio Ragazzi, allievo di Francesco Forte ed ex economista del Fondo Monetario ha parlato di un «regalo» fatto ad Atlantia.
Poche settimane fa l'Unione Europea ha dato il via libera all'intesa: le concessioni andrebbero assegnate con una gara, ma in questo caso l'interesse pubblica giustifica la proroga. Ora gli investimenti previsti sono di fatto sbloccati. Ma per i morti del ponte Morandi ormai è troppo tardi.
PONTE #MORANDI, ROSSI:"DA SENATORE DISSI A GRAZIANO DEL RIO CHE IL PONTE ANDAVA VERIFICATO"
Era il governo Letta ed il ministro era Lupi. Il successivo governo Renzi ed il ministro Delrio ben si guardarono dal verificare quel contratto anzi provarono ad aumentarne gli effetti. Noi abbiamo insistito 4 anni per avere il contratto e sopratutto gli allegati e alla fine abbiamo potuto leggerlo, studiarlo, analizzarlo.
Insomma questi (ed altri) motivi ci fecero agire per tutelare tutti i cittadini che pagano il pedaggio autostradale.
LA MAFIA DELLE AUTOSTRADE? Così potente da imporre ai parassiti di Roma di nascondere le clausole. Nessuno doveva mettere mano al loro facile e immenso guadagno
Per comprendere quanto sia immenso il business che la politica regalò ai sedicenti imprenditori amici, vi basti sapere che i contratti di concessione erano, fino a ieri, coperti dal segreto di stato. Ecco cosa scriveva pochi mesi fa il Corriere della Sera:
Le concessioni autostradali? Coperte da segreto di Stato
In Francia il ministero dei Trasporti ha pubblicato online gli atti che disciplinano il rapporto tra lo Stato e i gestori della rete autostradali. In Italia i piani economico finanziari sono top secret. Mentre il conto al casello sale anche quest’anno del 2,74%
di Fabio Savelli per Corriere.it del 1 gennaio 2018
Sono coperti dal segreto di Stato. Contratti di concessione che riguardano tutti, eppure mai pubblicati. Nonostante l’Authority dei Trasporti abbia più volte espresso chiaramente la necessità di renderli pubblici in un’ottica di maggiore trasparenza nei confronti degli utenti delle arterie autostradali del Paese.
Sono i contratti di concessione delle autostrade. Che regolano il rapporto tra il concedente — in passato l’Anas, ora il ministero dei Trasporti guidato da Graziano Delrio — e i concessionari, tra cui Autostrade per l’Italia, il gruppo Gavio, il gruppo Toto solo per citarne alcuni. Dal 1° gennaio gli utenti stanno vedendo rincarare in media del 2,74% il conto al casello.
Un salasso poco giustificabile se parametrato all’inflazione del Paese. Comprensibile se almeno i cittadini fossero in grado di visionare questi piani con cui le società mettono nero su bianco gli investimenti sulla rete e quelli che hanno in programma di fare. Per fare un esempio l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha di recente pubblicato sul proprio sito gli atti concessori degli Aeroporti di Roma per chiarire i contenuti del rapporto tra l’ente vigilante e la società di gestione.
Al netto dei distinguo tra i vari sistemi di tariffazione e di remunerazione dei gestori in Francia tutti i contratti di concessione del settore autostradale sono stati pubblicati sul sito del ministero. In Italia la gran parte di queste concessioni è stata stipulata alla fine degli anni 90 e rinnovata tra il 2008 e il 2010.
Quest’anno a trainare gli aumenti più significativi sono state soprattutto le pronunce giudiziarie arrivate a fronte di ricorsi della società contro il blocco degli aumenti disposti dal ministero dei Trasporti nel 2014. Il dicastero avrebbe voluto parametrarli soltanto all’inflazione, ma quei contratti sono molto «vincolanti». Pertanto è materia semplice per gli avvocati di parte portare avanti le ragioni delle Concessionarie. Ragioni segrete.

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